ECONOMIA

Idrogeno sì

27/07/2020
di Camilla Santoro

La chiave per ottenere energia rinnovabile al 100% in Europa ha un nome, si chiama idrogeno verde. La Commissione europea ha presentato la “Strategia dell’idrogeno” e rappresenta non solo un’occasione per raggiungere la neutralità del carbonio ma anche una opportunità per far diventare l’Europa protagonista attiva in questo nuovo mercato e portare avanti gli obiettivi posti sui tavoli mondiali per raggiungere la transizione energetica.
 
La priorità è l’efficienza energetica e l’idrogeno verde in questo campo è il perno da cui far partire visioni strategiche e a lungo termine per immagazzinare energia. Si tratta quindi di un nuovo vettore energetico affidabile ed efficiente che ci rimanda verso un sistema basato su energie rinnovabili. Queste ultime ci consentono di produrre e poi distribuire, su scala locale, energia essenziale per garantire la sicurezza energetica dando oltremodo la possibilità alle realtà territoriali, dunque ai cittadini, di partecipare attivamente alla transizione. Per questo si tratta di una sfida a livello globale e l’alleanza deve mettere insieme esperti diversi e indipendenti tra loro per creare un quadro comune e di condivisione di uno sviluppo che possa giovare tutti.
 
Oltre alle visioni e alle alleanze, anche da un punto di vista politico, i vantaggi che ne scaturiscono sono molteplici a partire dalla creazione di posti di lavoro- si stima di circa nove milioni nei prossimi tre anni secondo l’Agenzia internazionale per l’energia. Ma anche dal punto di vista della salute umana: l’idrogeno verde riuscirebbe a trasformare l’industria europea “neutrale” dal punto di vista climatico, ovvero attraverso la decarbonizzazione dei settori dove la riduzione di carbonio risulta essere più difficile. E del resto curare l’ambiente vuol dire curare sé stessi, perché se le piante non respirano più e vengono soffocate da questi gas serra altresì l’essere umano ne risentirà. Ridurre la cd. “impronta di carbonio” deve essere una delle priorità con l’auspicio che si crei una solida politica industriale per le energie rinnovabili: dunque considerando l’offerta ma anche la domanda, nonché garantire una adeguata rappresentanza delle nostre industrie nei prossimi incontri industriali a livelli europeo.
 
Il futuro si tinge di verde e per ottenerlo è fondamentale supportare a tutti i livelli questa transizione che ci offre un miglioramento della qualità della vita, rafforza l’economia e ferma il cambiamento climatico in atto. PMI, centri di ricerca, ONG, associazioni, università attraverso un approccio complessivo, democratico ed inclusivo possono fare la differenza e contribuire a far diventare l’Europa un continente ad emissioni zero nel 2040.

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