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DALLE STELLE ALLE STALLE POVERA GRETA

04/10/2019
di Isabella Delleani

Quando si mette in teatro una giovane di 16 anni, come megafono per parlare di come migliorare la qualità della vita responsabilizzandoci sull’ambiente, non ci si può aspettare approvazione in toto. 
 
La povera Greta, da quello che emerge dalla stampa, è affetta dal morbo di asperger, che è presente sin dall’infanzia. Di norma un genitore quando ha dei figli con problemi, si sforza per mostrare e concepire la vita, per sé stessi e per la bambina, come se tutto fosse normale.
 
In questi casi dovrebbe prevalere la consapevolezza e la responsabilità: se è vero che la ragazza ha alcuni problemi, non è possibile presentarla come strumento di marketing verso il mondo. Quando alcuni benpensanti dicono: “intanto ha sollecitato, per mezzo della comunicazione, un’ulteriore passo di consapevolezza che riguarda il rispetto dell’ambiente” la domanda che sorge spontanea è se quest’ultimi sarebbero stati fermamente convinti della loro opinione e avessero agito allo stesso modo se la ragazza in questione fosse stata una loro parente. Il dramma è che questa bambina è stata portata all’ONU per poter comunicare i suoi ideali come una giovane aspirante attrice che si è ripassata il copione sia dal punto di vista della dizione, delle pause, dei tempi, delle parole e anche della postura.
 
Tutto ciò, a mio avviso, non solo è negativo ma viene meno il concetto di spontaneità. Si dice:” quello è un attore consumato” in questo caso, è una ragazza che sta affrontando l’adolescenza e di certo non è uno spot pubblicitario e nemmeno un carosello televisivo.
 
In questi giorni la stampa e i mass media, stanno mettendo in luce che dietro questa giovane bambina, ci sono dei mostri di marketing e addirittura organizzazioni create due o tre giorni prima dell’evento.
Se cosi è, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma per il rispetto dell’ambiente, alla quale hanno preso parte molte scuole, i ragazzi avrebbero dovuto portare Greta come simbolo di azione e protesta per una loro coetanea.
 
Questi avvenimenti possiamo vederli come meteore che in breve tempo spariscono. Molti, purtroppo, parlano solo ed esclusivamente di, a loro detta, attualità, per nascondere i veri temi della sicurezza, della pace, della fame, della scarsa occupazione dei giovani e mi fermo qui: il resto aggiungetelo voi con la vostra fantasia.
Molti hanno parlato di Greta e non dell’ambiente, hanno parlato di Greta e dei suoi problemi, di Greta e dei suoi genitori che, tra le altre cose, sono stati definiti, dalla stessa, “traditori” poiché artefici della situazione che la sua generazione erediterà. Madre, padre, nonno e nonna però non hanno mostrato nemmeno una lacrima o un segno di mortificazione davanti a accuse così forti; tutto questo forse la dice lunga riguardo a quel contesto del marketing percepito attraverso la stampa.
Noi siamo con Greta ma solo ed esclusivamente per difenderla e speriamo che possa essere da monitor affinché non si sfrutti più, a fine speculativo, una giovane adolescente, portatrice anche di piccoli malesseri personali.
 
Invitiamo Greta ad andare a scuola, a girare pagina e a riprendere in mano la splendida esperienza di vita di una piccola adolescente con delle grandi idee.

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