MADE IN ITALY

Il futuro ha un cuore antico

25/05/2019
di Alessia Mancini

L'Italia non è un Paese senza futuro punto. Non diamo ascolto alle sirene del declino, piuttosto valorizziamo le migliaia di comunità locali che hanno tanta voglia di ripartire e sono in grado di elaborare un nuovo modello di sviluppo.
 
Come? Valorizzando la qualità del made in Italy, con una politica economica che abbia al suo centro propulsore nei nostri “must”: manifattura, turismo, cultura, agricoltura, enogastronomia.
“Cibo e vino: orgoglio di comunità”. Questo il titolo della terza Giornata Nazionale dei Borghi autentici d'Italia una “festa diffusa” su tutto il territorio nazionale, culminata il 30 settembre 2018 con un vasto programma di manifestazioni in circa 60 piccoli e medi Comuni di 12 Regioni aderenti all’Associazione Borghi Autentici d'Italia.
 
I borghi raccontano l’inedita storia dei loro sapori, quelli più autentici, prodotti con le materie prime locali, da sempre coltivate e divenute parte integrante della tradizione legata alla propria terra.
 
Street food, show cooking, mercatini a km 0, convegni, mostre fotografiche ed eventi per la valorizzazione di tradizioni enogastronomiche e vinicole, sono le iniziative messe in campo dall’Associazione Borghi Autentici d'Italia, in collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
 
Come la “vendemmia in piazza” a San Vincenzo Valle Roveto (AQ) e le “nonne di San Vincenzo Vecchio”, che coinvolgono il pubblico in un'arte antica: la preparazione della pasta. E quando è pronto… tutti a pranzo in piazza! A Postiglione (SA) il sindaco ha invitato 12 sindaci del Parco del Cilento a cimentarsi in una sessione collettiva di “spettacolo di cucina”: preparare piatti tipici del proprio comune, esclusivamente con prodotti locali. A Roseto Capo Spulico (CS) con “De gustibus”, la giornata viene dedicata alla rievocazione degli antichi giochi medievali e alla tradizione enogastronomica locale. A Saluzzo (CN) c'è “Autun a la villa”, la mostra del mercato dei prodotti tipici autoctoni del Monvisio e delle Valli Occitane.
 
A Ivan Stomeo, Presidente dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che da anni si impegna nella valorizzazione dei piccoli Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, abbiamo chiesto:
 
Perché è importante garantire la sopravvivenza dei borghi?
“Salvare i borghi dal progressivo spopolamento, significa salvaguardare il tessuto connettivo dell’identità culturale ed antropologica del nostro Paese. Questi 5.629 piccoli centri, dove ci sono le nostre radici ed è concentrata il 54% della ricchezza nazionale, sono i destinatari della Legge n. 158 del 2017 che stanzia finanziamenti per progetti a favore dei piccoli comuni”.
 
Qual è la mission dell’Associazione?
“Il nostro obiettivo è perseguire un modello di sviluppo locale sostenibile, rispettoso dei luoghi e delle persone e attento alla valorizzazione delle identità locali. I borghi italiani sono la spina dorsale del nostro Paese, sono luoghi da vivere, sostenere, preservare per invertire la tendenza alla marginalizzazione segnata dal calo di popolazione, dal taglio dei servizi pubblici e privati, dalla riduzione dell’occupazione. L’Associazione avvia in piccoli e medi comuni su un percorso articolato di sviluppo in sede locale che, seguendo l'esempio di buone politiche, può riportare l’Italia a fare l’Italia!”.
 
Quali sono i vostri progetti per una strategia salva-borghi?
“Borghi della felicità” è uno dei progetti strategici dell’Associazione. Punta ad un’economia della felicità, progettando ed attuando un percorso verso il benessere di una collettività, che non si basi solo sulla crescita economica, ma sulla qualità delle relazioni sociali, sul buon vicinato, la solidarietà, l’equilibrio mentale e fisico, la sicurezza, l’inclusione sociale, la cultura e la conoscenza diffusa, la qualità e la bellezza del paesaggio. In un borgo autentico si mangia, si beve, si respirano mediamente meglio che in un grande agglomerato urbano. L’operazione “borghi intelligenti” consiste nel considerare come carburante per la crescita produttiva il saper fare il produttivo.
 
L’Associazione ha altri tre progetti pilota: la “Comunità ospitale”, finalizzata a creare in sede locale un’offerta turistica integrata. “Uranos: cielo, territorio, comunità” per sviluppare progetti di tutela e valorizzazione del paesaggio, di gestione del verde urbano e di green economy.  “Cooperative di Comunità”, la stessa mette a disposizione la propria creatività per rispondere, in termini di servizi, ai fabbisogni emergenti per un miglioramento del “welfare” nel contesto ambientale e sociale.

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