GIOVANI

Il Rotary, i giovani e la lingua italiana

23/11/2018
di Francesco Chiappetta

Il Rotary non necessita presentazioni, sin dal 1905 quando un giovane Paul Harris ha costituito a livello internazionale la gloriosa missione del “Rotary nel mondo”.

Il giorno 22 presso l’Hotel "The Building” si è svolta una serata interessante con un interclub tra la sede del Rotary Roma Parioli e il Rotary Roma Circo Massimo. Vi era un ospite di eccellenza, il Prof.Francesco Sabatini, professore e linguista, filologo, membro onorario dell’Accademia della Crusca che ha presieduto dal 2000 e il 2008, nonchè professore emerito dell’Università degli Studi “Roma Tre”.

Alcuni dei suoi campi di studio: le origini dell’italiano e le lingue neolatine; la pluralità di lingue e culture nell’Italia medioevale; la formazione della norma linguistica italiana; l’evoluzione dell’italiano contemporaneo; il linguaggio giuridico; l’educazione linguistica nella scuola; i modelli teorici della sintassi, della frase e della tipologia dei testi; la posizione delle lingue internazionali nell’europa contemporanea.

L’ esposizione ha visto tutti i partecipanti particolarmente attenti, per il suo contenuto e l’interessantissimo racconto della lingua italiana. Ha parlato dello studio del corpo umano, ha messo in luce come “la lingua è una specificità del cervello”, facendo cenno alle facoltà cognitive e comunicative. È entrato nel merito in rapporto ai giovani e allo studio delle lingue, mettendo in luce le carenze che vi sono, le difficoltà dell’uso dell’italiano, dicendo subito che non è responsabilità dei giovani. Sotto venti diversi la difficoltà dell’uso dell’italiano: 160 anni fa dall’unificazione l’italiano era conosciuto nel dal 5% al 7% della popolazione. Vi era uno squilibrio molto forte tra i vertici e le altre classi. Ha parlato della riforma protestante e della diffusione del vangelo in lingua tedesca creando una scarsa diffusione dell’alfabetizzazione e della lingua. Oggi le aziende, il mondo forense, le scuole, continuano a commettere errori sia nel linguaggio che nell’uso corrente. Oggi con tanta pubblicità di tipo commerciale si dice di studiare la lingua inglese, in quanto è molto importante. Il messaggio viene colto dalle famiglie che ritengono che sia un messaggio di opportunità. In sostanza però la lingua viene venduta come qualsiasi prodotto, mentre il linguista vorrebbe essere imparziale. Una nota importante viene fatta sulle facoltà cognitive e comunicative che si sviluppano con le lingue. Il linguista dice che c’è un processo d’apprendimento dalla nascità in cui si apprende la lingua senza sforzo e silenziosamente.

La scuola ha il compito di insegnare la scrittura ed il parlato come lingua vissuta. La pianificazione linguistica dell’individuo è importante. Non è da trascurare l’ambiente in cui si vive, almeno nei primi anni di vita, 10-15 anni per i giovani. La scuola deve avere la capacità di erogare elmenti che riguardano la capacità dell’analisi della lingua, “la grammatica”. La lingua scritta richiede la capacità metalinguistica. La scuola deve dare il meccanismo della lingua, alimentare la macchina della sintassi che è il cervello. La lingua è legata alle emozioni, ai piaceri, ai dispiaceri  e  cercare di analizzare il meccanismo della lingua è un ottimo esercizio. Una buona padronanza della prima lingua serve certamente per apprenderne altre, la seconda e terza e via dicendo. Qui l’influenza dell’esterno è utile ma bisogna cercare di dominare la prima lingua, in quanto come si è detto è determinante. Nello studio della grammatica francese, tedesca, se manca la conoscenza metalinguistica si capisce che non si è padroni della lingua.

L’italiano è diventato una lingua del 90% della popolazione, come si è detto, studiare una pianificazione della lingua è determinante per i giovani. Impotante dedicare spazio culturale alla lingua nei nostri giorni, in particolare per i giovani all’età della formazione fino ai 18-19anni. Il Prof. Sabatini ha fatto riferimento alla segnaletica ai linguaggi numerici e grafici, e scherzosamente ha messo in luce che con la segnaletica si viaggia in tutto il mondo.

Il Prof. Sabatini ha concluso il suo intervento soffermandosi ancora nel dibattito aperto con i due club che si è chiuso con particolare soddifazione da parte di tutti. L’attività di cui sopra rientra nelle vere peculiarità rotariane e solo così si può diffondere all’esterno la missione del Rotary.


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