ECOLOGIA

Animali e territorio

22/05/2017
di Tiziano Antonellini

Guardiamo sempre molto lontano, sforzandoci fin troppo la vista, invece molte volte potremmo affaticarci di meno apprezzando le cose importanti che abbiamo più vicino a noi, delle cose interessanti, molto spesso con risvolti positivi in termini culturali ed economici.

I miei contributi all’interno di Sentieri Digitali, escono un po’ dai domini delle tecnologie e del digitale, ma riportano ad un focus legato all’ecologia, alla natura e agli animali, elementi che comunque alimentano un approccio culturale importante per affrontare i temi dell’innovazione e per ricordarci dell’importanza dell’ambiente e del territorio che ci circonda, questo anche in termini di tipicità e indicazioni geografiche tipiche, olte che di ecosostenibilità.

Oggi, dunque, ritorno a parlare di animali legati ad un territorio, di un animale che mi sta molto a cuore: il cavallo. Dopo il cavallo di Tolfa, che avevo già raccontato in queste pagine, oggi vi menziono il cavallo di “Civitella Cesi”, una specie quasi parente del cavallo maremmano. Il cavallo di Civitella Cesi come quello di Tolfa risiede nel viterbese, vi è una parentela. L’equino in questo caso diventa elemento culturale e storico come gli etruschi, tra i siti archeologici e necropoli. In questi luoghi abbiamo la fortuna di essere immersi nella natura ancora in parte selvaggia, dove si incontrano mandrie allo stato brado in paesaggi indimenticabili. Siamo in un territorio ideale per muoversi a cavallo, dove troviamo località come Blera, con case antiche in pietra grigia e tufo a formare una cinta che racchiude la chiesa di Santa Maria ed il locale museo civico, dove vi è  dedicata un’intera sezione al tema “del cavallo e l’uomo”, concetto che richiama molto di quello che ho già scritto su Sentieri Digitali. Una zona dove ancora si respira la tradizione dei butteri maremmani, del cavallo sacro, dove la storia del veterinario rientra tra le vicende della medicina nel lungo volgere dei secoli che corre dalle epoche primitive ai tempi nostri. Vi sono tra l’altro anche questioni legate all’economia produttiva e all’agrozootecnica, nel rispetto della qualità, all’igiene dei prodotti di origine animale. Insomma il tutto viene da lontano, con i temi che riguardano settori agricoli e zootecnici fino a ritrovarci nel neolitico con le tavolette di argilla.

Chi ama gli animali non può essere indifferente a certi temi e a certa tipicità, anche un veterinario come la Dott.ssa Viviana Silvi che spesso ha sottolineato queste tipicità si fa portavoce  ed è un esempio di passione verso questi temi. Io stesso sposo la stessa condotta. Prima di intraprendere gli studi da veterinario ho raccolto la sfida suggeritami dalla mia famiglia e dai miei amici che scherzosamente mi dicevano: “ecco l’amico degli animali”, per me è sempre stato un motivo di orgoglio, di incoraggiamento e poi di scelta accademica.

Vi ricordiamo che il cavallo deve essere libero sia che viva allo stato brado che nelle mani dell’uomo, deve avere una stalla adeguata e deve essere curato. Il cavallo ha giocato un ruolo fondamentale nella cultura dell’uomo, riempiendo la vita di molte persone, ricordiamocelo. Educare noi stessi per vivere meglio significa anche educarci con l’amico cavallo.


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