ECONOMIA

Conte Ŕ soddisfatto

21/07/2020
di Francesco Chiappetta

Il Presidente del consiglio Giuseppe Conte ha un merito per aver lavorato 92 ore durante i negoziati a Bruxelles, a tratti drammatici, con scontri frontali e trattative ad oltranza. In conclusione, l’Europa si è ricordata del proprio ruolo e finalmente i capi di Stato e di governo hanno approvato un pacchetto da 750 miliardi di euro che dovrà servire alla ricostruzione post pandemia e che sarà suddiviso in 390 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi di prestiti per i Paesi colpiti dalla crisi. Intanto è stato sdoganato per la prima volta il principio secondo cui una istituzione europea, quale la Commissione, viene autorizzata a fare debito comune, considerato un tabù fino a qualche mese fa.
 
Molti parlano di accordo storico per tutti i leader europei e il presidente Conte è convinto che possiamo ripartire. Tuttavia, il nostro Paese si impegna al problema del giorno dimenticando però tutti gli altri. L’Italia è il paese più indebitato, quasi a livello mondiale, con 2.500 miliardi di euro e mentiamo che tutto stia procedendo per il meglio. È sorprendente seguire dibattiti televisivi dove si dimostra che siamo i primi della classe e diventa anche superfluo elencare le materi e i settori in cui abbiamo tale primato dal momento che siamo effettivamente i primi.  Adesso l’Italia ha dei compiti ben precisi, deve fare dei progetti che vengono approvati dall’Europa e seguiti dalla stessa e pertanto non è sufficiente sentire quelle persone, che poco o nulla sanno sull’Europa, le quali oggi enunciano che i soldi che riceveremo sono come un contratto che va rispettato e controllato mentre il giorno prima sostenevano che siamo liberi ed esenti da tutto.
 
Con questi soldi europei, se si riuscisse a realizzare il 50% delle indicazioni che ci hanno dato, a partire dalle riforme, saremmo un Paese che allora potrebbe farsi riconoscere positivamente in questo momento e presentare con orgoglio dei piani per rinnovarsi con la digitalizzazione, con progetti che riguardano la Digital Transformation. In Italia l’Industria 4.0 ha creato i Digital Innovation Hub e l’Europa, che ha ben compreso il ruolo, ha creato appositamente un albo che fa capo alla DG Connect e che dipende dalla Commissione europea. Ma è una ipotesi remota che il governo prenda in considerazione i Digital (vedi cosa è successo con il Piano Colao). Se accadesse sarebbe una svolta e un capovolgimento di comportamento. Noi come DIHV- Digital Innovation Hub Virtuale- abbiamo dato la disponibilità al presidente della regione Lazio Zingaretti il quale ha apprezzato particolarmente. Speriamo che il governo non sia distante e che si informi sulle realtà presenti sul territorio che possono contribuire alla crescita di un Paese e non continuare con la solita retorica chiamando gli amici degli amici che certamente non rientrano nel concetto di rinnovamento. Ma non solo questo, l’Europa vorrebbe ancora dall’Italia la riforma della giustizia, della sanità o meglio la rivisitazione della rete ospedaliera. In particolare, nel campo sanitario, molte sono le iniziative a livello europeo e la SI-IES ha partecipato a un progetto per utilizzare la telemedicina e puntare al ricovero a domicilio utilizzando le nuove tecnologie compreso il 5G.
 
Sul fronte giornalistico abbiamo alcuni esponenti che con la propria testata nazionale, c’è chi per esempio ha in tutto 4.000 lettori, con una certa arroganza riescono a mettersi in luce nei dibattiti non per i contenuti ma per la maleducazione. Molti sono stati i temi caldi che hanno coinvolto il dibattito pubblico e che hanno messo in mostra alcune personalità in seguito a vicende come quella che ha riguardato la famiglia Benetton e l’accordo trovato sulla gestione della società Autostrade. Ma, nelle ultime ore, chi si è mostrato maggiormente è il viceministro dell’economia e delle finanze Laura Castelli che vorrebbe cancellare tutti i nostri ristoratori convertendoli in venditori di fiori, probabilmente. Tuttavia, la Castelli ha un difensore che con un’interpretazione estensiva ha tradotto le sue frasi dicendo che ella voleva semplicemente “fare un progetto di programmazione per i ristoratori”.  La situazione è preoccupante e restando sul fronte della politica abbiamo un governo di incapaci e normalmente con tale termine sono qualificati coloro che fanno parte dei 5 stelle e chi lo dice in maniera marcata era, ed è, il PD che adesso, dopo un esame di coscienza, ha scoperto che si possono anche sposare e fare liste insieme in occasione delle elezioni regionali. Ma i 5 stelle riescono a dire di no. Come vedete ci dobbiamo convincere che il mondo cambia.
 
Per ultimo abbiamo ancora il problema degli immigrati. Certamente l’Italia non si può identificarla come paese razzista, tutt’altro. Ciononostante, in questo momento in cui siamo fortemente indebitati e siamo a un passo dalla precarietà come paese, ci risulta difficile seguire coloro molto meno fortunati di noi perché si rischierebbe di non riuscire a seguirli e ciò comporta il rischio di delinquenza e in alcuni casi anche fenomeni di prostituzione con notizie di scontri violenti e mortali. Dovremmo lottare e dire che siamo contrari perché ogni persona ha il diritto di essere rispettata dignitosamente e non lasciata in uno stanzone con altre cento persone. Proviamo, dopo il Covid-19, a darci delle schicchere in testa con la speranza di toccare la parte giusta e farla ripartire ragionando.

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