POLITICA

La politica e il caos

21/01/2020
di Francesco Chiappetta

Per molti il caos significa rigenerazione e nuovi comportamenti, scoperte e crescita, in questo caso parliamo della situazione del nostro Paese, riconosciuto nel mondo per cultura, accoglienza e bellezza. Termini ormai obsoleti. Non siamo sui depliant, nei programmi governativi e nei fatti nessuno provvede a citarci. A Berlino di recente c’è stata la riunione dei capi di governo per quanto riguarda l’annoso problema della Libia. Ancora una volta il risultato è stato pari a zero.
 
Abbiamo scritto più volte che per diverse tematiche a livello nazionale, chi dovrebbe avere un ruolo importante è la diplomazia che ha sempre lavorato in maniera eccellente, silenziosa, che ha preparato i tavoli da lavoro con un discreto successo. In questo momento ci accontentiamo di parlare in via generale di come sia andato il viaggio. Ci auguriamo che non sia un nuovo corso diplomatico. Il nostro Paese viene messo in imbarazzo anche da una fotografia dei capi di governo. Il Presidente Conte a Berlino ha cercato di essere fotografato con i suoi omologhi europei e non, ma nessuno gli ha anticipato quale era il suo posto.
 
Come Governo siamo molto bravi a sposare le battaglie che poi si ripercuotono contro il nostro Paese. Ci siamo accodati con parte della stampa che ha attaccato Trump, denigrandolo. La preoccupazione vera qual è? È che il Presidente Trump prende iniziative come tagliare o modificare i rapporti commerciali con tutto il mondo. Mentre Trump non è esattamente in un periodo di pace con la Cina, ha ottenuto degli eccellenti risultati e sta rischiando anche di fare un accordo tra le parti per molti miliardi, ci chiediamo se invece noi, come Paese, riusciamo ad imitare qualcuno in ambito Europeo che continua e riesce a fare proposte ed affari per il proprio Paese, cercando di ottenere qualche buon risultato.
 
Il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni e il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, hanno dei ruoli non facili e spesso hanno davanti degli ostacoli ben precisi che gli mostrano molte difficoltà nell’agire. Quindi torniamo a dire che l’Italia non si troverebbe neanche nelle ultime file. Ma qualcuno direbbe “meglio esserci, piuttosto che non esserci”. Speriamo tanto che arrivi un momento migliore. Noi siamo bravi ad essere come l’ombelico dell’Europa, ed essendo sotto “rinnovo regionale”, ogni giorno, ogni momento, parliamo dell’Emilia-Romagna, riempiendo carte e rotocalchi, puntate tv, radio, per parlare dei due principali protagonisti di questa campagna spesso soffermandoci anche su fatti davvero molto poco rilevanti.
 
Brevemente su Sanremo, abbiamo tutti sentito la dichiarazione del nuovo direttore artistico della settantesima edizione del festival. Sarebbe bene che i giornali dessero importanza ai fatti reali e non a ciò che viene romanzato o frainteso.
 

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