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Auguri a tutti

07/01/2020
di Francesco Chiappetta

Partiamo con gli auguri più sentiti a tutti gli amici e lettori di Sentieri Digitali per un 2020 secondo i propri desideri. In questo periodo non solo servono gli auguri per un buon 2020, ma auguri affinché il nostro Paese possa trovare equilibrio, responsabilità, prestigio e dialogare non solo con l’Europa ma con tutto il mondo.
 
L’anno si è chiuso con un bilancio desolante dal punto di vista delle tragedie che si sono verificate con la morte di molti giovani ed ancora dei conflitti nel mondo che stiamo seguendo con particolare preoccupazione. La stampa non solo del nostro Paese, ma anche a livello internazionale, non è particolarmente serena nei nostri confronti. L’Italia, secondo la stampa, e secondo anche alcune fonti di comunicazione non è al centro dell’attenzione, anche se il Presidente degli Stati Unit d’America chiama il nostro Presidente del Consiglio con il diminutivo “Giuseppi”, che secondo una prima riflessione può essere anche un motivo di stima e sensibilità.
 
La politica estera è un fatto astratto. I rapporti con l’Europa sono quasi nulli pur avendo due persone italiane a partire dal Commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni e il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
 
C’è il problema della crisi in Libia e nientemeno buona parte dei cittadini libici parla l’Italiano. Ma nonostante ciò le nostre piccole azioni invisibili sono immediatamente bloccate da Francia e Germania. Abbiamo difficoltà nel definire queste azioni, se sovraniste o nazionaliste. La verità è come sostengono in molti: che non riusciamo a farci sentire a livello internazionale.
 
È bene che il 2020 sia un anno di riflessione, di innovazione e di una maggiore responsabilità. In particolare, di non legare sempre la vita di un governo del paese alle elezioni dell’Umbria, dell’Emilia-Romagna o della Calabria. Non vi è dubbio che sono incontri importanti per le Regioni citate e per il Paese, ma bisognerebbe avere la forza di camminare su due sentieri: uno di tipo politico ed uno di responsabilità del governo. Il nostro ormai è diventato un Paese che anche il comico Checco Zalone riesce a dividere partendo da posizioni di destra, poi di centro e poi di sinistra, creando dibattiti televisivi fino alla noia.
 
Noi speriamo molto nell’innovazione tecnologica, nel ruolo dell’Europa di utilizzare le risorse che purtroppo non si riescono sempre ad utilizzarle nella loro interezza.
 
Per i giovani bisogna pensare a fare corsi brevissimi che riguardano gli argomenti dell’innovazione e del digitale e non sentire tutti i giorni che servono migliaia di ragazzi con qualifiche e conoscenze che ancora non possiedono. Molta buona volontà, meno politica e cercare di andare avanti. È molto difficile in quanto anche Papa Francesco involontariamente fa la sua parte e con umiltà si scusa il giorno dopo. Ma è da ricordare che il Papa, come massima rappresentanza religiosa, è indotto a rispettare canoni, comportamenti e vincoli istituzionali che non consentono ad un responsabile della chiesa cattolica di poter essere amico e cortese con i vari fedeli.

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