POLITICA

"Le tre scimmiette"

19/05/2020
di Francesco Chiappetta

Quando si cita la frase “le tre scimmiette” nell’immaginario collettivo si ha immediatamente la percezione di non vedere, non sentire e non parlare. In questo periodo non solo il nostro Paese ma anche, e in particolare, l’Europa dovrebbe tentare di parlare facendo prima un’analisi di coscienza al fine di evitare di dire insensatezze. Nei dibattiti vi sono alcuni giornalisti indipendenti che provano a fare delle domande ben precise, purtroppo le risposte sono vaghe quando va bene, fuori posto è la norma e imprecise con frequenza. In una situazione drammatica sarebbe molto utile per tutti parlare un linguaggio chiaro e trasparente. In un primo momento ci può essere lo sgomento ma successivamente si prende coscienza e si risponde con responsabilità.
 
Il Paese è fermo totalmente, gli esercizi commerciali non aprono ed il motivo è molto semplice: manca la liquidità. Questo è il motivo per cui non riaprono altrimenti per una legge elementare i costi salgono e quindi il rosso diventerebbe sempre più rosso. Non a caso la Governatrice della regione Calabria Jole Santelli aveva tentato di fare una fuga in avanti per affrontare l’apertura gradualmente e provare ad arrivare ad un regime regolare. Pensate un po’ la Calabria, che è sempre collocata negli ultimi posti, aveva capito che forse era meglio partire. Ma la politica prevale sulle esigenze dei cittadini. Abbiamo anche riscontrato la caduta verticale del presidente Vittorio Colao che pur stando a Londra cercava di dare delle indicazioni per meglio organizzarsi, ma purtroppo ha dovuto constatare che la burocrazia non ha colore, colpisce tutti. È come il Covid-19 che, anzi, si riesce a controllare discretamente bene.
 
Alfonso Bonafede (ex Dj) è sotto tiro e mercoledì ci sarà la sfiducia al Senato in quanto ha commesso degli errori di tipo politico molto gravi facendo uscire 500 detenuti di particolare rischio. Non è facile fare il Ministro della Giustizia, e avendo fatto il Dj si nota che c’è una lunga e incolmabile distanza con tale Ministero. Il presidente del Consiglio Conte sembra piuttosto tranquillo e sereno nel dare le comunicazioni durante le conferenze stampa. Dicono che sia un discreto mediatore. Comunque, la colpa è di nessuno, la frase è sempre la solita “il Covid-19 non è noto a nessuno e quindi cosa volete da me”. È una musica che speriamo finisca presto in quanto è stonata.
 
A livello europeo siamo ben visti da tutti, non a caso la cancelliera Merkel si è messa d’accordo con il presidente francese Macron per decidere insieme le sorti dell’Europa. Però ci vogliono bene ed anche qui stanno tracciando una linea di separazione escludendo l’Italia per cercare di “monopolizzare” il turismo, ma non è molto semplice in quanto Macron è stato abbandonato dai suoi fidati e quindi non ha più la maggioranza a partire da oggi. In America si sta tentando di sperimentare il vaccino e sembra che si sia a buon punto. Speriamo che i nostri rapporti con gli Stati Uniti possano essere ottimi non nei contenuti ma negli aspetti formali poichè nei contenuti siamo sotto gli Stati Uniti d’America che, in questi giorni, vede il presidente Trump contro l’Oms. Pochi sanno che è un’organizzazione che vive per l’80% di contributi liberi e il 20% di contributi obbligatori e da questo si deduce che la Cina, pagando di più, riceve più disponibilità. Sarebbe sufficiente invertire la rotta e a quel punto l’Oms cambierebbe pagina.
 
Siamo ancora alle prese con il Mes e oramai si va avanti a corrente alternata. Ufficialmente la Francia, la Grecia, il Portogallo ed altri rinunciano ai soldi del Mes. La risposta di alcuni uomini politici italiani è semplice: “volendo possono prenderli anche loro”. Queste sono le risposte di persone intelligenti, perspicaci e innovative.
 
Ultima notizia, sempre per la mancata trasparenza, in Belgio la premier Sophie Wilmés è andata a far visita in ospedale e il personale medico ed infermieristico l’ha ricevuta voltandole le spalle per protesta. È una notizia che per puro caso è stata trovata. Nel paese si registra uno dei tassi più alti di vittime ed ecco il motivo per cui il personale sanitario rimprovera alle autorità di non avere fatto abbastanza. Noi non siamo per la maleducazione ma per la trasparenza e la verità. È una richiesta impossibile ma avremmo necessità che uomini della stampa e della televisione in questo periodo si limitassero a dare le notizie per capire. Per ultimo, i 5 maggiori quotidiani del nostro Paese vendono complessivamente circa 800 mila copie al giorno ma facendo rumore per 60 milioni di abitanti. Questo vuol dire ciò che sosteniamo sempre, ovvero che vi è il vero cambiamento non per una trasformazione digitale ma solo perché la gente è stanca, sfiduciata e quindi anche pericolosa. Ci auguriamo tanto, come si è verificato qualche volta, che prevalgano la responsabilità e il buonsenso cercando di abbandonare tutto ciò che non è buono per il Paese.

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