TENDENZE

Si parla molto e si produce poco

05/03/2019
di Francesco Chiappetta

Il cittadino non è più nelle condizioni di comprendere quali cose sono importanti, quali meno importanti e quali inutili. Ogni giorno siamo tormentati da così tanti avvenimenti, da non capire più se sono fatti, da fare o impossibili.

La finanza, la borsa in generale, vacilla. Le cause? Trump non raggiunge l’accordo con la Corea.
Dopo pochi giorni, il corpo diplomatico sostiene che non è possibile sottoscrivere nessuno accordo.
Trump è contro la Cina, ma, invece, è pronto a sottoscrivere un accordo. In Europa la Merkel è sparita e Macron perde tempo poiché impegnato con il giallo dei gilet. Viene intervistato da Fazio, preannunciato e pubblicizzato molti giorni prima, ma in Italia si preferisce vedere Canale 5.
 
Si sono svolte le elezioni promosse dal PD per la scelta del suo nuovo segretario. Anche lì, grande vittoria. Per gli smemorati, si fa presente che Prodi nel 2005 ha ottenuto più di 3 milioni di voti, Veltroni nel 2007 quasi 3 milioni di voti, Bersani nel 2009 oltre 1,6 milioni, Renzi nel 2013 oltre 1,8 milioni, Renzi nel 2017 quasi 1,3 milioni, Zingaretti nel 2019 1,6 milioni. I titoli dei tanti quotidiani non fanno capire se sia una vittoria, una perdita, un pareggio. In questo periodo Renzi è bersagliato in casa per le vicende dei suoi genitori. Da astro nascente è stato collocato in un ruolo da cancellare.
Lo ritengono fortemente perdente e, quindi, bisogna pensare l’inverso, ovvero che, probabilmente, a breve giro diventerà vincente.

L’Innovazione tecnologica è il tema veramente dominante. Anche qui, vi è un po’ di confusione. L’innovazione aiuta l’occupazione, infatti si ha modo di leggere di circa 200 mila nuovi occupati. Il giorno dopo, purtroppo, lo stesso quotidiano sostiene che si stiano perdendo un milione di posti. L’occupazione è stagnante. I giovani partono e vanno all’estero. Le aziende italiane chiudono o, in alternativa, rivedono l’assetto interno e questo vuol dire, abitualmente, mandare a casa decine e centinaia di persone.

I magistrati fanno il loro dovere. Una condanna a 30 anni per omicidio può essere persino dimezzata mediante una perizia. Non preoccupatevi, non fa giurisprudenza. Abbiamo diversi livelli di giudizio e quindi altri magistrati non copieranno la sentenza precedente, ma, probabilmente verrà comunque citata.

Dinanzi a questo scenario, come è possibile dare torto al lettore, al cittadino, al giovane, all’immigrato, all’emigrato, o anche al Papa? Sarebbe opportuno, come si fa abitualmente, raccogliersi un po’. Essere più equilibrati, cercare di dire cose vere, buttare per aria la demagogia. Capire che se lavoriamo tutti insieme nel modo migliore, con responsabilità e senza fare fughe in avanti per dire che siamo bravissimi e non sbagliamo mai, diamo una lezione a noi stessi, chiudendoci in casa e riflettendo almeno un’oretta per avere idee più chiare e, probabilmente, indipendenti.

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