EUROPA

Cambia lo stile di vita

10/03/2020
di Francesco Chiappetta

Abbiamo visto e sentito nel passato di tutto e di più, ma con un certo senso di responsabilità. Il motivo? Forse c’era un maggior numero di persone che avevano studiato ed erano più propense al dialogo. Oggi abbiamo il nostro premier Giuseppe Conte che sta mostrando coraggio. I nomi degli altri componenti del governo, invece, quasi non li conosciamo. Vediamo il ministro della giustizia che in questo momento deve fronteggiare la fuga dalle carceri: ventidue le carceri in rivolta, sette i morti. In tempi recentemente passati, alcuni “partiti” avrebbero chiesto ai sindacati uno “sciopero” e poi le “dimissioni”. Non c’è stata una parola in tal senso. È rassegnazione? Probabilmente sì.
 
Le borse lunedì 9 hanno perso l’11%, è colpa del petrolio? È colpa del coronavirus? Ma il ministro del Tesoro non si è pronunciato a tal proposito, forse perché gli stili di vita devono cambiare. Come? Per non rovinarci la salute si applica una cura a costo zero, il silenzio. Per l’emergenza si invoca Guido Bertolaso, grande esperto e persona seria. Il coronavirus è riuscito in un primo momento a costringere il Paese a fare “catenaccio”, termine calcistico che indica il “chiudersi in difesa”, ma il coronavirus ha un centro avanti di sfondamento che ha subito folgorato la difesa. “Io resto a casa”, l’avversario è molto forte e quindi vince la partita due a zero a tavolino.
 
Si ribadisce che bisogna cambiare gli stili di vita: sedetevi davanti al televisore con gli occhi chiusi. Nel mondo il nostro Paese è visto quasi o forse peggio come la descrizione della peste di Manzoni. Pensate che Manzoni non aveva mezzi di comunicazione e tutto arrivava con molto ritardo. Oggi, invece, il tempo di pensare un decreto, da parte del Governo Conte, che tutto è già subito in rete. Adesso siamo in attesa di nominare un super commissario per il coronavirus con tutti i poteri necessari, speriamo solo che non ci siano interferenze politiche a partire dal coordinamento.
 
Concludiamo con un particolare ringraziamento ai medici e a tutto il corpo sanitario in funzione, in quanto il potere non è al centro. Un richiamo all’Europa e a tutte le istituzioni e al premier, possibilmente di non scrivere provvedimenti a cadenza di 30 minuti.

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