POLITICA

Renzi & Co. lasciano il PD

17/09/2019
di Francesco Chiappetta

Per molti l’uscita di Renzi non è stata e non è una novità, in quanto dai movimenti dell’ex Presidente del Consiglio- Renzi per l’appunto- si capiva già la poca soddisfazione. Il culmine lo ha raggiunto in occasione della nascita del governo Conte bis, che con i soliti canali politici interni aveva chiesto 5 Ministri avendo una pattuglia di deputati e di senatori che sono rilevanti, importanti ai fini della tenuta del governo.
 
Alcuni politici “di razza”, che vengono da lontano, hanno inteso mortificarlo dandogli solo due modeste sedie e non poltroncine. A quel punto Renzi ha compreso di stare seduto su sedie scomode e non voleva assolutamente essere sacrificato rispetto ad altri, per motivi di equità di trattamento. Cosa c’è di nuovo? Nulla. Renzi è una persona giovane che già ha fatto il Presidente della Provincia di Firenze, il Sindaco di Firenze, Il Presidente del Consiglio, allontanando Enrico Letta ma assicurandolo prima con una frase ormai storica “Enrico, stai sereno”.
 
Purtroppo, lo stesso messaggio lo ha dato a Conte, l’attuale Presidente del Consiglio, e non al suo segretario politico, annunciando l’uscita dal PD e creando due gruppi autonomi di Camera e Senato e ha concluso il suo messaggio per la seconda volta: “Giuseppe, stai sereno”. Non è detto che avendo dato una “leggera spinta” ad Enrico Letta, prima, voglia dare un’altra “spinta” a Conte se non ubbidiscono. Una cosa è certa, il mondo della politica attuale è costituito da persone particolarmente modeste che per un puro caso, e non per loro meriti, sono stati eletti per Camera e Senato.
 
Tutti fino a ieri hanno parlato della non scissione in quanto per il PD serve un partito forte e compatto, ma questi “sfortunati” evidentemente hanno una visione sia strategica e sia di lungimiranza tale da tenerli quale modello da seguire. In più è stato assicurato che il governo non sarà toccato e quindi PD, 5 stelle, Leu, Italiani all’estero e Renzi saranno i puntellatori di questo secondo governo Conte. La gravità viene dall’interno per alcuni aspetti, in quanto Matteo Renzi annuncia la nascita dei suoi due gruppi parlamentari autonomi dal PD e aggiunge: “solo chi è a digiuno di politica- ha spiegato- non capisce questa mia scelta”. Due gruppi di cui uno prevede 25 deputati alla Camera e l’altro tra i 12 e i 15 senatori a Palazzo Madama. Tra questi ce n’è uno che rappresenta il PSI che potrebbe essere la svolta per poter creare anche al Senato un proprio gruppo, eludendo i regolamenti e le norme appropriandosi della sigla del partito di Nencini, magari per cambiarlo il giorno dopo.
 
Dario Franceschini, un altro stratega, ha scritto a Renzi: “Sbagli. Se te ne vai dal PD i riflettori non saranno più certamente su di te e non conterai nulla”. Vedremo- io penso il contrario.
L’uscita di Renzi è diventata molto importante ed è palese in quanto il nuovo soggetto politico condizionerà la vita del governo e potrà decidere quando staccare la spina e non. Passa in secondo ordine l’uscita dal governo di Salvini, che in questi giorni è uscito dalla scena per mettere i riflettori tutti su Renzi.
 
Il popolo italiano non è vero che ha una memoria corta. Il popolo italiano, come ha votato per protesta il Movimento 5 stelle- creata da un comico che per taluni è anche bravo e fa ridere ma per molti altri rimane solo “un comico” - è riuscito ad avere la maggioranza degli elettori mettendo all’angolo partiti che per vicende storiche venivano anche da lontano.
 
Per ultimo bisognerebbe nominare un consigliere per il Papa Francesco, dove probabilmente nella dimora a Santa Marta non ci sono sacerdoti con esperienza diplomatica, e, non essendo lui italiano bensì il Papa del mondo, dovrebbe non interferire sulla politica non solo italiana ma di nessun Paese al mondo, cercando di creare e diffondere il suo mandato di apostolo. Il Papa ha detto: “ci sono politici da insultare ma preghiamo per loro”. È evidente che probabilmente è un modo di parlare per chi ha esperienza del mondo latino-americano, che nel suo linguaggio pensa di dire quasi certamente una cosa per il mondo, mentre rimane nella provincia argentina.
 
In ultimo Salvini e la bambina di Pontida. L’ha portata sul palco facendo chiaramente politica e dicendo “è tornata a casa” citando anche il comune di Bibbiano che, vista la notorietà, dovrebbe essere portato a rango di capoluogo di provincia”. È un messaggio politico anche pesante che serve a dire “i bambini non si toccano”. Probabilmente, ha commesso un errore sia nel portare la bambina sul palco e sia mostrarla quale piccolo soggetto indifeso.

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