EUROPA

Patto di stabilitÓ

24/03/2020
di Francesco Chiappetta

Per parlare di patto di stabilità bisogna partire dalle cause del disavanzo pubblico in Italia; dall’accentramento del deficit e il rallentamento dell’economia, all’evoluzione delle politiche successive alla nascita del sistema monetario europeo; il Trattato di Maastricht e la nascita dell’eurozona che ha significato unione monetaria ma probabilmente anche alcuni problemi di bilancio in Italia come l’incidenza del Fiscal Compact sul deficit dell’Italia e criteri principali.
 
Le politiche adottate nel corso degli anni CEE hanno visto un mutamento del sistema tributario e delle imposte attraverso le quali si è cercato, in primo luogo, di provare a riportare il deficit accumulato. La prima politica affrontata è stata quella monetaria, con l’istituzione del Sistema Monetario Europeo (SME). Abbiamo assistito all’instabilità come quella dei PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda- aggiunta dal 2010- Grecia e Spagna), il celebre acronimo utilizzato per i paesi con il debito sovrano più alto d’Europa a causa della crisi finanziaria del 2007.
 
Il patto di stabilità e crescita è definito da una cornice normativa che comprende una risoluzione relativa al patto di stabilità approvata dal Consiglio europeo di Amsterdam il 16 e 17 giugno 1997 e da due distinti regolamenti: il Regolamento (CE) 1466/97 relativo al rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche e per disavanzi eccessivi; e gli stati membri devono impegnarsi a rispettare gli obiettivi a medio termine di un saldo di bilancio vicino al passaggio attivo.
 
Il coronavirus in Europa ha creato uno stop al patto di stabilità. Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, afferma di essere pronta a adottare anche altre azioni. La presidente ha annunciato ufficialmente l’attivazione delle clausole con le quali vengono sospese le regole del patto di stabilità consentendo così ai paesi di aumentare l’indebitamento. Il coronavirus sta causando dolore in tutta Europa ed il conto per le nostre economie sarà estremamente salato, e probabilmente si ricorrerà al fondo salva stati. Distribuire i 500 miliardi a tutta l’UE.
 
Secondo SI-IES, questa emergenza sanitaria avrà un impatto drammatico sull’economia avendo colpito molti settori. Il lockdown è necessario ma rallenta severamente l’attività economica. I cordoni fondanti sono quelli che riguardano il Trattato di Maastricht ed il limite di deficit/PIL al 3% ed un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale. Il coronavirus, come già detto in uno dei nostri editoriali, “cambia la vita di tutti noi” e ulteriori criticità ci saranno subito dopo con il fallimento di tante piccole aziende che non riusciranno ad incassare. Dunque, le banche cosa faranno? Servono delle garanzie che dovrebbero essere sostenute dallo Stato italiano.

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