POLITICA

Il Paese aspetta un governo

13/03/2018
di Francesco Chiappetta

I risultati elettorali? Purtroppo i sondaggisti l’avevano previsto e sono anche riusciti a dimostrarlo alla conclusione delle elezioni. La situazione del nostro Paese sta emergendo a elezioni concluse, il debito è sempre più alto, il tema occupazione non si riesce a capire se sia frutto di vere argomentazioni o di “fake news”, l’Europa per fortuna non interferisce più di tanto. I nostri uomini di partito? In questo momento ognuno cerca di sottolineare o cancellare a seconda dei casi le proprie strategie.

Oggettivamente si dovrebbe pensare ad un nuovo turno elettorale, anche se la diciottesima legislatura non è ancora iniziata, vi sono alcuni aspetti di tipo pratico operativo che non emergono con facilità. I “grillini” hanno evidenziato che i propri rappresentanti non possono esser presenti più di due legislature, ciò vorrebbe dire che gli eletti alla XVII legislatura più l’ancora incompiuta XVIII dovrebbero tornare a casa, ma nessuno lo ricorda.

Renzi è uno dei perdenti del PD, ma certamente non è il solo, ha subito comunicato: “non mollo”. È evidente che vi sono stati degli errori durante il percorso ma non conviene sottolinearli. I rapporti Renzi – Gentiloni sembra che si stiano affievolendo, i politici lo chiariscono dicendo che il Presidente del Consiglio sta prendendo le distanze. Il PD in maniera semplicistica, ma dal punto di vista tattico è importante, a tutti i livelli afferma: “Avete vinto? A questo punto governate”. Quindi la comunicazione si sposta dalla mancata analisi che ha portato alla sconfitta alla decisione di gettare il pallone sugli spalti. Ed ancora del “chi ha vinto non ha alibi e pertanto andate avanti”.

Mancava il Papa emerito Ratzinger, che si è messo in silenzio come è abituato, in maniera seria e responsabile, ma in questi giorni è intervenuto sostenendo che Papa Bergoglio non è solo un Papa pratico, ma anche di pensiero. È la prima volta che il Papa emerito sente il bisogno di presentare al popolo alcune considerazioni che suonano di difesa al Papa Bergoglio. Agli occhi di tutti emerge che Papa Bergoglio si comporta come un comunicatore diretto, senza indugi, senza interpretazioni, e quindi soggetto a polemiche da parte del mondo che si definisce pieno di cultura. Alcuni sostengono che Papa Francesco è più attento ai gesti concreti e non agli aspetti formali. Bisognerebbe capire chi lo aiuta dal punto di vista strategico e comunicazionale.

Non manca anche una presenza internazionale nel campo delle TLC, il fondo Elliot che fa capo a Paul Singer che tramite un suo esperto del fondo, Giorgio Furlani, segue la partita di TIM con una presenza azionaria importante. Non a caso sta interagendo con Consob per dichiarare il possesso azionario tramite il fondo e chiedere ai vertici di Telecom Italia, 5 posti nel consiglio di amministrazione della società. È prevista un’assemblea intorno al 20 di aprile e il fondo ha l’opportunità di fare richieste esplicite fino a 10 giorni prima della data fissata dall’assemblea. Vi sono delle novità, si è sempre parlato di interesse della cassa deposito e prestii, dello scorporo della rete e di modesti esuberi, adesso già siamo arrivati a 10000 che non sarà il numero finale, ma solamente una tappa. Non ha necessità la società di interagire con il management ma bensì comunicarlo al Ministero del Lavoro. Dell’argomento c’è molto interesse da parte della stampa, il mondo politico ha adottato il sistema ed il comportamento di Ponzio Pilato, di lavarsi le mani.


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