POLITICA

Perdiamo tutti

05/11/2019
di Francesco Chiappetta

È facile dire “domani sparisce il tuo giardino”. Probabilmente anche i lampioni dopo qualche giorno. Qualcuno arriva e ci racconta che era stato previsto questo smantellamento. È bene, siamo vittoriosi. Non è stato fatto. Il cittadino normalmente gradisce sentire che si farà una manutenzione del giardino per migliorarlo; lo stesso vale per i lampioni: se sono spenti, verranno certamente accesi. Queste sono notizie. Il resto degli annunci che arrivano dal versante politico, invece, non portano i risultati sperati. Abbiamo perso tutti, perché? In questi giorni si è parlato spesso di immigrati, delle elezioni in Umbria e nessuno si è soffermato sull’ILVA. D’altro canto, qualcuno ha definito l’Umbria piccola con 60.000 abitanti pertanto 10.000 lavoratori sono ancora più piccoli.
 
La questione dell’ILVA era stata affrontata dall’ex ministro Calenda che aveva lavorato e approfondito la questione per circa 3 anni ed era riuscito a dargli una sua presenza e occupazione. Adesso parliamo di verde pubblico per Taranto, di passeggiate sane. Cerchiamo di tenere a mente che il lavoro è sacro e può essere certamente più o meno pesante, ma chiudere una azienda, stando alle dichiarazioni giuste o sbagliate dei magistrati, è un campanello verso il piano ipotetico di eventuali investitori stranieri che hanno usi e costumi per il lavoro completamente diversi.
Dire che un altoforno è pericoloso porterà quanto prima ad abituarci all’idea che anche il forno del panificio del Paese emana Co2 e probabilmente il passaggio caldo-freddo creerà problemi all’habitat. Dunque, sarebbe opportuno non mangiare più il pane ma un surrogato?
 
Di questi esempi potrebbero farsene svariati ma i lavoratori sono delle persone serie e il 70% vorrebbe continuare a lavorare. Il lavoratore impegnato sul piano politico-sindacale è una minoranza ma che domina l’altra percentuale più alta. Probabilmente pensa che basta urlare un momento e dire “prima la salute e poi il lavoro”. Ma se manca il lavoro, la persona come si alimenta, come va avanti, come manda i figli a scuola. Certo ci sono la cassa integrazione; il reddito di cittadinanza. Ma nel frattempo il mercato dell’acciaio sta diventando di altri investitori e noi non possiamo permetterci di avere i sensi di colpa per aver chiuso una azienda o preferire puntare il dito contro la politica o il governo piuttosto che fare qualcosa di concreto. Anche perché le problematiche non ci mancano: emergenze ambientali, smottamenti, crolli, inquinamento.
 
Altro dibattito di questi giorni riguarda il cardinale Ruini che ha parlato, secondo il contenuto evangelico ed anche da sacerdote, dicendo che bisogna dialogare con Salvini. Si cerca di reinserire nella società delinquenti che hanno ucciso persone, creato danni, perché la chiesa è la “madre di tutti”.
 
Per quanto riguarda l’ILVA, il Presidente Emiliano avendo esperienza di lavoro importante, ha detto che il complesso ILVA è tutto illegale. Probabilmente pensano alla statalizzazione. Se così fosse è di una gravità e irresponsabilità nei confronti dell’Italia e dell’Europa che non merita altri commenti. Lo scudo è importante per l’ILVA in quanto se un magistrato responsabile dovesse riscontrare delle anomalie, perché esperto del settore, di conseguenza l’imprenditore finirebbe in guai che probabilmente non intende percorrere.
 
Per chiudere, l’argomento chiave e stancante è stato quello sulle tasse che, probabilmente, per interpretazione di qualcuno, vuol dire la felicità dei cittadini e quindi sul piano della comunicazione se ne continua a discutere. È sufficiente vedere questi talkshow, a partire dal mattino fino a mezzanotte inoltrata, che parlano di tasse e ancora tasse.
 
Non vedo nessuna tavola rotonda che tratti temi sul come salvare l’ambiente: Greta è una studentessa che ha lanciato un sasso e si è fermata lì. Nessuno parla di lavoro; nessuno di innovazione; nessuno di digitale. Insomma, sono argomenti che non conquistano la platea e quindi è bene parlare sul piano del marketing per avere voti in più.
 
Dopo quanto si sente dire, se la Camera e il Senato si sciolgono prima allora si andrà alle elezioni con il vecchio sistema e molti saremo contenti; diremo tutti “ci abbiamo provato”, “nessuno è sconfitto”.
 

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