POLITICA

Le vicende tutte italiane

04/06/2019
di Francesco Chiappetta

Si parla di infrazioni europee come se fosse un argomento nuovo. L’Italia modestamente ha il primato delle procedure UE dagli ultimi anni a questa parte. Precisamente da 17 anni, l’Italia ha fatto una raccolta di 1358 infrazioni e attualmente attive ve ne sono 71.
 
Probabilmente per i politici dell’ultimo ventennio il concetto di infrazioni europee è stato confuso con l’infrazione stradale di passare sulle strisce bianche o non. L’Unione Europea risponderà mercoledì con un richiamo che riguarda ancora la gestione economica del nostro Paese. Ma anche qui siamo molto bravi in quanto il Ministro Tria predispone una bozza di lettera, come si fa nelle migliori famiglie per farla vedere in anteprima in bozza e poi spedirla ufficialmente. Ma pochi pensano che siamo rapidi e veggenti in quanto una manina ha preso la lettera rendendola pubblica.
 
Abbiamo vissuto la ricorrenza del 2 giugno pensando sempre alla Festa della Repubblica come evento straordinario e pieno di emotività e di riflessioni. Anche qui è intervenuta l’intelligenza artificiale di alcuni uomini che non credono alla discriminazione ma in questo caso la povera Giorgia Meloni, leader del suo partito, non è stata invitata dal Ministro della difesa Trenta sul palco della presidenza in quanto per Trenta il palco è della Presidenza e pertanto la Meloni è stata invitata in tribuna. L’onorevole per non farsi discriminare ha ritenuto di non andare.
 
Poi abbiamo anche dei sacerdoti, un certo Alex che si fa fatica a capire cosa cerchi, se è un prete o se ama anche lui fare un po’ di chiasso. Ancora si parla di immigrati e in Sicilia abbiamo visto un PM che ha sequestrato la Sea Watch in mare di una ONG. Ha fatto scendere gli immigrati e a breve giro ha dissequestrato la nave. A proposito dei preti, come si fa a riconoscere che un soggetto è un prete: dalla chierica- non c’è più; dal collare- non lo portano; dal vestito- neanche questo; e allora? Deve essere fermato da qualcuno che chiede i documenti e a quel punto forse riconosce che è un sacerdote.
 
Comunque, la vediamo come innovazione e conquista. In questa settimana non ci siamo fatti mancare nulla: anche la magistratura sotto processo. Tutti hanno parlato e parlano del PM Luca Palamara che ha lasciato la ANM creando un caos e, niente meno, una delle correnti che è solo vergognoso- la Unicost si costituirà parte civile. Tutta questa situazione dovrebbe servire non solo ai politici, al governo ma anche al Paese per trarre una riflessione e vedere l’andamento e la gestione del Paese in maniera serena, con volontà di costruire, di mettere dei giovani validi nel mondo del lavoro cercando di inserirli in canali strategici e che possano fare mettere in luce le loro capacità se non altro sane, nuove e forse più serie rispetto quello che stiamo vivendo.
 
Vi è una grossa polemica sulla gestione di radio 24 che è della Confindustria e in dibattiti radiofonici aperti si è parlato della Libia in alcuni momenti come se fosse un Paese stabile, tranquillo e sereno. Invece, è in piena turbolenza, è in guerra continua, non ci sono più riferimenti e nessuno spende tante parole sul fatto che il Paese è gestito da oltre 20 tribù che non corrispondono a 20 regioni bensì a 20 organizzazioni alcune delle quali forse anche pericolose.
 
Parlare solo perché si ha uno stipendio e rispondere a delle logiche che nulla hanno a che vedere con il Paese è solo controproducente. Ma ancora, abbiamo anche uomini dello spettacolo: un cantante che si chiama Marco Carta si è messo nei guai in questi giorni in quanto gli addebitano, così sembra, un furto di magliette in un centro commerciale.
 
C’è stato un servizio televisivo de la “Nove” dove hanno documentato in maniera molto chiara il giro della droga in una delle zone di Roma con la presenza dell’arma dei carabinieri dove hanno messo in luce, come si suol dire, tutta la filiera e tutti i danni che provocano. In questo caso probabilmente possiamo ritenere le indagini eventuali concluse.
 
Per quanto riguarda i politici, almeno per alcuni, è consigliabile un corso di formazione professionale presso una Regione avanzata. Tra questi non vorrei includere Fico che il giorno della Festa della Repubblica Italiana ha inteso salutare ai rom e ai sinti dimenticando che la demagogia ha il cervello e le gambe corte. Non a caso è sufficiente ricordare che il giorno del suo insediamento a Presidente della Camera ha inteso raggiungere la Camera dei deputati con un mezzo pubblico che è durato un giorno battendo tutti i record. Ma siamo molto fiduciosi che riusciranno, tutti coloro che hanno delle carenze marcate, a fare dei corsi serali o al buio in maniera rapida per diventare bravi.
 
Le conclusioni sono molto semplici. Ognuno di noi veste un ruolo e dovrebbe esserne cosciente a partire dal ruolo del padre, della madre, del figlio per poi comprendere come si vive in una società complessa quale l’Italia.

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