TECNOLOGIA

Chi va bene e chi va male

09/04/2019
di Francesco Chiappetta

Sentendo i mass media, in generale, è difficile capire cosa va bene e cosa va male. La politica, tutti sostengono, è in forte crisi, ma la verità è che molti sono schierati su posizioni vetuste oppure su nuove realtà politiche in maniera non professionale, solo ideologica e parziale. Questa, secondo me, è la vera difficoltà per poter capire.
 
Gli indicatori, a livello internazionale, sono buoni. Il mondo della borsa e dell’azionariato cammina molto bene. Taluni dicono che in assenza della politica in alcuni momenti si vive meglio. Gli Stati Uniti godono di buona salute. L’Europa cammina, anche se male, secondo alcuni dei 28 Paesi, a partire dalla Germania, che non gode di eccellente salute, in quanto incomincia ad avere veti incrociati per alcune iniziative, come ha vissuto spesso il nostro Paese. La Cina è così grande che, quando starnutisce nessuno se ne accorge, in quanto sembra una semplice carezza.

Gli indicatori tutto sommato mostrano di essere buoni. Allora cosa fare? Aspettare le prossime elezioni per cercare di trovare un minimo di serenità, sperando anche nel Regno Unito, che, finalmente, ha fatto una pessima figura nell’ambito del proprio Paese ed anche nel resto del mondo, per le indecisioni, i capricci e l’assenza di strategie.

Una notizia buona riguarda il mondo digitale. La SI-IES, come noto, è promotrice nel nostro Paese, in particolare nella Regione Lazio, dell’iniziativa del Digital Innovation Hub Virtuale. Il DIHV è presente nel catalogo europeo di JRC e DGCONNECT, che ha consentito di avviare un network di Digital Innovation Hubs nei 28 Paesi, con la presenza di circa 250 DIHs operativi.

Nell’era post-digitale la forza lavoro sta subendo dei mutamenti, con una serie di capacità costantemente in crescita, resa proprio possibile dall’Innovation Technology. Ne consegue che il Paese ha e avrà necessità di nuove figure, e quindi il mondo universitario, le scuole superiori, i centri di ricerca pubblici e privati dovranno fare uno sforzo per rispondere alle esigenze dei giovani.

Alcuni esperti (si veda Technology Vision) descrivono le tecnologie all’avanguardia che guideranno l’innovazione nel prossimo futuro. Sono definite le cosiddette DARQ, pessimo acronimo per Distributed Ledger Artificial Intelligence extended Reality e Quantum computing, ovvero tecnologie di registro distribuito, intelligenza artificiale, realtà estesa e quantum computing.

Per comprendere ciò, una prima indicazione si ha visitando il sito www.dihv.it, che,  in maniera sintetica, illustra il ruolo delle tecnologie digitali. Le compagnie di telecomunicazioni sono impegnate nel settore delle tecnologie innovative, ma non solo loro. Vi sono il Social, il Mobile, l’Analytic e il Cloud, citando le macro aree SMAC.

Oggi le PMI possono affermarsi cogliendo le nuove opportunità offerte sul mercato da un’identità digitale di consumatori in continua crescita. L’interazione uomo-macchina nell’era post-digitale e le nuove frontiere della sicurezza sono delle vere e proprie realtà.

Si è parlato più volte, anche negli incontri mensili del DIHV, della Blockchain, definita una tecnologia particolarmente disruptive, che è in forte crescita e che, probabilmente, offrirà delle opportunità ancora tutte da scoprire. Non a caso, si batte molto sul concetto di tracciabilità, sulla necessità della trasparenza, sia per quanto riguarda il prodotto, sia per quanto concerne il servizio.

Un argomento che merita riflessione e ricerca, come più volte sostenuto da Sentieri Digitali, è quello di Big Data e Intelligenza Artificiale. Vi sono delle preoccupazioni che riguardano la sicurezza informatica, con la presenza di malware e minacce continue di hacker che definiamo “cattivi”. Questo non bloccherà certamente l’innovazione tecnologica, anche se alcuni sostengono che tutto sia vulnerabile, creando quindi preoccupazioni ed anche un freno alla crescita, compresa la tecnologia dell’IoT. In conclusione, sarebbe il caso di dire, ma è troppo semplice, “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

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