ECONOMIA

Non c'Ŕ pace tra gli ulivi

10/12/2019
di Francesco Chiappetta

Molte sono le stravaganze alle quali stiamo assistendo ma, come si dice, “tutto ha un limite”. Non sentivamo più parlare dei problemi del Tav, invece, i centri sociali hanno ripreso a manifestare per dire No in Val di Susa per l’alta velocità Torino-Lione; ancora si parla di Ilva e di azzerare subito gli esuberi, ma è solo un’idea benevola, e di affidare parte dell’Ilva ad Invitalia. Su questo è presente un’ipotesi di lavoro che riguarda la conversione ad idrogeno e Invitalia sarebbe il partner tecnologico giusto. Ma permane il mistero su una possibile strategia che possa in qualche modo risolvere questa onerosa situazione e l’incertezza la fa da padrona.

Il ministro Roberto Gualtieri, conosciuto a pochi, è stato presentato come una persona seriae capace dal punto di vista tecnico ma lo sentiamo parlare più di politica anziché di economia. Recentemente ha aperto una “contesa” a distanza con Salvini esprimendo il più totale disappunto sulla sua campagna (permanente) elettorale definendola “terroristica”. Gualtieri, probabilmente perché ha vissuto all’estero, non cita mai i suoi partner di governo, soprattutto i 5 Stelle. E nel frattempo, Salvini raccoglie in 2 giorni 400 mila firme contro il Mes.

È preoccupante, invece, la produzione industriale in calo in Germania. Ad ottobre c’è stato un crollo annuale del 3,5%. Mentre dal versante transatlantico abbiamo notizie di un boom occupazionale. Parlando della manovra finanziaria, notiamo che il valore complessivo è di 32 miliardi ma alcuni provvedimenti sono stati cancellati: per esempio la “Plastic tax” è stata rinviata a luglio 2020; Il cuneo fiscale per 3 milioni, la lotteria scontrini; ad ottobre 2020 la “sugar tax” ed apprendiamo che è stato annullato l’incremento di gettito da auto aziendali.

Una piccola considerazione va fatta in merito alla stampa e ai mass-media. Oggi leggiamo e vediamo di tutto, la maggior parte sono diventati specialisti e nello stesso tempo nessuno di loro verifica ciò che viene detto. Probabilmente perché fare brutta figura non è un problema, dal momento che spesso si dimenticano con tanta semplicità e sono crescenti, a differenza del PIL italiano. E intanto non si sentono notizie sulla condizione di Alitalia ma solo del nuovo commissario unico per il rilancio e la ristrutturazione, che ormai sono diventate parole magiche. Dovrebbe essere l’avvocato Giuseppe Leogrande.

Per mostrare poca serietà continuano a pizzicare Mattia Santori poiché non sarebbe il vero capo delle sardine bensì è stato quasi costretto, come martire, a ruolo di comunicatore evitando stress agli altri amici delle sardine.


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