POLITICA

Il punto della settimana

26/05/2020
di Francesco Chiappetta

Il Covid-19 ha fatto un brutto effetto al mondo della magistratura a partire dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ex magistrato, che si è scagliato contro Napolitano e contro i suoi colleghi che gli hanno reso vita non facile quando era a Potenza in quanto il suo compito, stando alle dichiarazioni, doveva essere quello di indagare verso un’unica direzione. Quando si è spostato alla direzione opposta è stato mandato via. Come si suol dire “è meglio tardi che mai”. Ma il sindaco De Magistris non aveva elementi, come dicono i dotti, di esporre denuncia? Lasciamo agli altri l’ardua sentenza. Tuttavia, terminato questo ambito ecco che ne emerge un altro: quello delle intercettazioni telefoniche. Come molti sapranno, sono state sempre oggetto di elevatissima polemica in quanto per molti vi sono delle autorità preposte. “Il capostipite” parte da Mani pulite che ha sempre sostenuto la validità delle intercettazioni e in questo, forse, Luca Palamara come ex presidente dell’associazione magistrati credeva di essere immune mentre è caduto con tutti e due i piedi dentro una buca portandosi dietro altri magistrati, altri giornalisti, altri centri di potere e creando sgomento più del coronavirus, in quanto quest’ultimo ha un inizio ed anche una fine. Invece, nel caso delle intercettazioni, si sono creati tantissimi problemi non solo dal punto di vista del mondo della magistratura che, secondo noi, è rappresentata da presenze qualificate, oneste e preparate. Purtroppo, quando sono emerse delle critiche per la creazione di correnti nell’ambito della magistratura, molti giuristi hanno sottolineato che si stava creando una corrente di pensiero e di tipo politico. Molti altri hanno subito sostenuto la libertà di pensiero anche per i magistrati e dunque questi potevano iscriversi a organizzazioni sindacali. Ma purtroppo, erano fortemente politicizzati. Adesso, gli stessi, invocano una revisione del Consiglio superiore della magistratura. Questo rientra in un concetto evoluto che potremmo chiamare “rinnovamento”.
 
Quest’oggi l’apposita commissione del Senato si è riunita per procedere contro Matteo Salvini ed il risultato è stato di tredici voti contrari e sette a favore riconoscendo dunque all’ex ministro che il reato si configura come una precondizione necessaria ma non è un sufficiente reato configurato come ministeriale. Non mi pare che ci fosse necessità di un laureando in giurisprudenza o di un perito industriale visto che è piuttosto palese che le decisioni furono prese nelle vesti di ministro e parlando non solo come uomo di governo ma coinvolgendo anche il governo stesso. Vengono riportati degli esempi insignificanti quali “un ministro nell’esercizio delle sue funzioni può rubare una macchina e quindi scindere i due ruoli”. Vi prego, mentre leggete, di non ridere anche se purtroppo gli evoluti si esprimono così. Sono particolarmente preoccupato per i giovani studenti che vogliono avvicinarsi al mondo giuridico in quanto leggendo alcuni pareri certamente avranno le idee a dir poco confuse.
 
Un’ultima battuta, sempre in modo molto spiritoso, ma ormai siamo abituati agli scherzi, riguarda gli assistenti civici. Non si comprende se siano badanti o sceriffi. È molto semplice andando nei supermercati trovare un normale vigilantes che invita i cittadini a comportarsi in una certa maniera e, seppur con delle difficoltà, riesce a far mantenere un certo rigore. Pensiamo ai 60.000 assistenti civici dei vari paesi che avrebbero il compito di “dirigere il traffico” controllando chi indossa la mascherina e chi no. Un ruolo importante e determinante tanto da lasciare più che perplessa il Ministro degli interni Luciana Lamorgese. Non preoccupatevi, questa situazione sono convito che passerà. Non solo, ma ritornerà la serenità, l’educazione, il buon senso ed infine la responsabilità. È insensato sentire per tre volte di seguito anche attraverso l’Istat che il 95% degli italiani si è comportato bene e solo il 5% non ha rispettato le regole. Pertanto, i 60.000 assistenti civici probabilmente saranno coloro che rientrano nel 5% stilato dall’Istat. C’è dispiacere ma non si può fare nulla, almeno in questo momento. Forse continuando a parlare del virus, i fatti sopraelencati potrebbero passare in second’ordine e potrebbe essere sarebbe una salvezza.

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