POLITICA

Alla prossima

28/01/2020
di Francesco Chiappetta

Il nostro editoriale di questa settimana parte con brutte notizie, si parla sempre più del CoronaVirus: “è grave o non è grave"? La Cina è costretta ufficialmente a farci sapere che l’apertura della scuola slitta nel secondo semestre per motivi di prudenza, in più l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per mezzo del Prof. Guerra, diffonde la comunicazione che si tratti di un virus particolarmente elevato, che possa costituire un rischio globale; è molto strano che anche l’OMS cambi idea sulla pandemia.

Il secondo punto riguarda il tormentone delle elezioni che hanno riguardato il nostro Paese: è una vera vergogna aprire i canali TV e veder parlare solo della campagna elettorale dell’Emilia Romagna, dovrebbero far comprendere a un cittadino votante, con un supporto veritiero, quale partito votare, far comprendere il partito più o meno opportuno; nella specie ci sono due criteri diversi dalla Calabria all’Emilia Romagna, da una parte si entra secondo una percentuale prevista e programmata dall’altra no.

A marzo avremo un altro referendum e, quindi, tormentone. “Riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari e riduzione degli stessi”, tenendo presente che attualmente abbiamo 630 deputati e dovrebbero essere ridotti a 400, quindi 230 in meno, i senatori attualmente sono 315 e dovrebbero passare a 200, tutto ciò va poi inquadrato nel ridisegnare il collegio elettorali che diventano delle vere e proprie aree metropolitane, e quindi il politico che non è presente nel territorio dovrà avere dei collaboratori che coprano il territorio, il tutto non potrà esser risolto con la telefonia cellulare.

Insomma, la situazione politica non è delle migliori, i 5 stelle hanno perso 500 mila voti, in Emilia ora sono a poco più di 100000, in Calabria i 70000 aventi sussidi o reddito di cittadinanza non hanno  contraccambiato comportando solo 48000 voti e sancendone l’esclusione dal Consiglio Regionale, neanche un eletto. Questi provvedimenti devono servire per far riflettere. In Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ha preso il 51,42% dei voti, Lucia Borgonzoni ha preso il 43,63 e Simone Benini il 3,48%. Mentre in Calabria Iole Santelli ha preso il 55,29%, Filippo Callipo il 30,14% e Francesco Aiello 5Stelle, il 7,35%. Ancora una volta il mezzogiorno d’Italia, ovvero la Calabria, non è stato oggetto di votazione ne prima ne dopo, interessa a poche persone, ed è molto negativo quando poi si scrivono dei messaggi che raccontano il meridione trattato in maniera equa come il resto d’Italia.  Pensate che a Riace il partito vincente è quello della Lega e stiamo parlando del profondo sud che è quello della Calabria.  Il nostro auspicio è molto semplice, speriamo che si lavori per il Paese e non specificatamente per le proprie “sediole”. In Italia ancora una volta si è molto bravi nell’analisi del voto, ma non nell’interpretazione del dato, molti sono bravi nel dire: “l’avevamo già detto”; molti tromboni parlano del riposizionamento della politica. Da noi il riposizionamento si fa da ogni elezione e da ogni risultato che uno chiede. Il M5S ha perso Di Maio come capo politico ed ha nominato il senatore Vito Crimi, dalle prime uscite non si capisce molto quale sarà la strategia.

Un altro punto riguarda il blocco delle auto: servono o non servono? Ci rivolgiamo alla scienza o ai politici, sarebbe opportuno saperlo.

Per ultimo abbiamo Sanremo, per invitare la fidanzata di Ronaldo sembra che abbiano risposto ad un cache di 100 mila euro, Benigni 300 mila, mi pare veramente un vero e proprio spreco, dovremmo proporre l’inverso, Sanremo è un’ottima vetrina e questi ospiti dovrebbero pagare per uscirne rafforzati, rinnovati e ricordati da chi è interessato e non l’inverso.


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