EUROPA

Nessuno si salva da solo

04/05/2020
di Camilla Santoro

Turismo, commercio, piccole aziende, ristorazione ma anche il mondo dello spettacolo e della moda. Settori che sono riusciti a portare il Made in Italy nel mondo ma che adesso in questa fase, 1 o 2 che sia, sono incerti sulla ripartenza. Il principale fattore da considerare è quello economico: un’analisi dei costi benefici è doverosa farla per contemplare e prevedere tutto, soprattutto i rischi associati a questo tracollo economico che è appena iniziato. Non importa quale sia la fase, sono in molti a non averlo capito, ma è certo che a prescindere dal numero della fase, che potrebbe essere anche la decima, è necessario agire rapidamente.
 
Si pensi al settore della moda in cui qualcuno ha detto che oramai tutto quello che poteva accadere è accaduto e “non può succedere tanto di più”, riferendosi alla consapevolezza che alcuni artigiani, non in modo pessimistico ma forse più realistico (l’Italia sarà il Paese che più di tutti pagherà le conseguenze dell’epidemia con un calo del Pil che si stima sarà del 9,1%- Fondo Monetario Internazionale) stanno pensando di non restare aperti e chiudere per sempre. La probabilità che alcune aziende italiane in crisi di liquidità possano essere rilevate da operatori stranieri non è poi così remota e ciò significherebbe perdere il Know-how che si era acquisito negli anni e che era stato un baluardo per molte aziende italiane che si sono affermate e distinte, anche a livello internazionale, in questi anni. E dunque come potrebbe ricostruirsi un Know-how se qui in Italia si chiude? Verrebbe da pensare che altra scelta non c’è se non quella di aprire altrove oppure di reinventarsi e sviluppare altri prodotti. L’uomo si adatta al cambiamento, con le sacrosante difficoltà che si incontrano sul cammino, ma alla fine ce la fa e questo mutamento quasi obbligatorio fa parte anche di quei passaggi della storia. Oggi ne stiamo vivendo un altro e si tradurrà nella realizzazione di prodotti diversi perché dall’altro lato si estinguerà il consumo di quegli altri. In molti però stanno anche pensando a come escogitare un piano diverso da quello lasciato due mesi fa, prima che il mondo si chiudesse in una bolla di paura e incertezza e l’idea potrebbe essere quella di proteggere il Know-how italiano proprio come si fa con i brevetti. Ma intanto, è bene che lo Stato garantisca soldi a fondo perduto e incominci magari ad applicare quella famosa arte del copiare, come gesto di umiltà e riconoscenza verso tutti i risparmiatori, prendendo a mo’ di esempio altri Paesi europei che hanno quasi azzerato la burocrazia e sono intervenuti direttamente sul conto corrente del singolo cittadino perché nessuno si salva da solo.

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