FINANZA

Le PMI verso la borsa

07/02/2018
di Francesco Chiappetta

Il nostro paese abbonda di associazioni di categoria, ma pochi sono gli eletti. La Confindustria raggruppa 150 mila imprese e 5.500.000 addetti circa.

Confapi conta 83 mila imprese con 800 mila addetti; Artigianato, Commercio e Servizi ha 711 mila iscritti CNA; poi vi è Confartigianato imprese, Confcommercio- Imprese Italia, Unione Nazionale Imprenditori, Unimpresa, Confimprese Italia, CNAI, Aison, Coldiretti con 1,6 milioni di associati, CIA-agricoltori italiani, Confagricoltura, Alleanza cooperative italiane.

Abbiamo una presenza in borsa molto bassa.

AIM Italia è il mercato di borsa italiana dedicato alle PMI italiane. Il mercato è nato il 1 marzo 2012 dall’accorpamento dei mercati AIM Italia e MAC (mercato alternativo dei capitali).

La SI-IES srl è molto presente sull’argomento e non a caso è proprietaria del Dominio www.pmiversolaborsa.it.

È necessaria una politica di Governo che aiutino le PMI ad entrare nel mercato borsistico e misure a tutela degli investitori.

Il percorso è laborioso ed il mercato richiede una figura chiave. È necessario nominare un Nomad (Nominated Adviser), quale soggetto responsabile nei confronti della borsa italiana, con il compito di effettuare una valutazione preliminare e poi puntare a guidarla verso la permanenza sul mercato.

Cosa serve in questi casi?

Secondo SI-IES srl è necessaria flessibilità, trasparenza.

Bisogna rispondere ad alcuni requisiti formali in fase di IPO, a partire dalla percentuale del flottante, ai bilanci certificati, fino ad arrivare al rispetto dei principi contabili.

L’AIM aiuta le PMI a trovare altre forme di finanziamento.

Le Banche hanno problemi con i crediti deteriorati o NPL (Non Performing Loan) e non possono incrementare i livelli di credito del passato.

Il Pir è una nuova forma di investimento agevolato per le PMI.

Sono stati creati con l’obiettivo di far confluire parte del risparmio degli italiani nelle piccole e  medie imprese del Paese ed è per questo che i Pir devono investire i soldi dei risparmiatori almeno per il 70% in azioni o obbligazioni italiane (o di aziende europee con stabile organizzazione in Italia), e di questo 70% il 30% (che equivale al 21% del totale) in aziende medio-piccole.

Il Nomad ha quasi tutte le responsabilità, anche nel caso in cui venisse quotata una società non in regola.

Non vi è un regolamento apposito ma solo delle linee guida generali ed per questo che il Nomad proceda con la massima cautela.

Il Parlamento del nostro Paese sostiene che chi si quota all’AIM può avere un credito fiscale di 500 mila euro, riducendo le spese di fatto di 500 mila euro.

Secondo SI-IES srl bisogna meglio regolamentare il tutto ed abbattere le spese.

Come oggi scritto su Sentieri Digitali, secondo SI-IES, si potrebbe quotare in borsa circa 1000 PMI. È bene ricordare che l’Italia è al secondo posto per il risparmio.

La materia è importante e sfidante e con il dominio www.pmiversolaborsa.it , di proprietà della SI-IES, si potrebbe fare un vademecum della documentazione necessaria per quotarsi in borsa e di tutti i riferimenti normativi da rispettare.

Il nostro Paese merita di essere messo nelle condizioni di essere al passo con i tempi.

Si sta preparando una breve scheda sintetica a disposizione delle PMI interessate a quotarsi in borsa.


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