GIOVANI

Giorgia Petrini, giovane imprenditrice

28/05/2010
di Andrea Chiappetta

Giorgia Petrini, giovane imprenditrice, è il simbolo di un’Italia che reagisce con impegno e creatività alle crisi che da dieci anni ad oggi si ripresentano ad ostacolare lo sviluppo del Paese. In questi mesi si discute molto sul futuro dei giovani, e le sue opinioni rappresentano un punto di vista interessante.

D.: Giorgia Petrini, donna, imprenditrice, scrittrice, 5 righe per presentarti ai nostri lettori...

R.: Sono un’imprenditrice “seriale” dal 1995, oggi CEO e Partner di GPA Gruppo Progetti Avanzati, azienda operante nell’ambito delle nuove tecnologie e nel mercato B2B. Sono una blogger e opinion leader dal 2003 (www.giorgiapetrini.it) e nel 2009 ho scritto “L’Italia che innova” edito da Koinè Nuove Edizioni - www.litaliacheinnova.it, un libro sulla leadership giovane e sull’innovazione.

D.: Hai scritto un libro sui giovani " talenti" Italiani, perchè ?

R.: Per diversi motivi. Il primo è rilanciare l’ottimismo dei giovani in un Paese che non premia sufficientemente il merito e che offre poche possibilità al dinamismo del talento e all’innovazione più competitiva. La narrazione di casi di successo nel nostro Paese può rappresentare uno spunto per chi, nonostante tutto, continua ad avere voglia di scommettere.

Inoltre, volevo portare all’attenzione dei più giovani (ma anche della classe dirigente più anziana) temi pochi noti nel nostro Paese, quali il venture capital e le grandi potenzialità offerte oggi da settori d’avanguardia come l’high tech, che non ha affatto terminato la sua spinta propulsiva sulla produttività.

Ha ritenuto importante anche portare all’attenzione del pubblico alcuni dei nostri migliori casi di successo, sconosciuti perfino in Italia, dei quali invece dovremmo parlare continuamente, per diffonderne l’esempio e stimolare il desiderio di emulazione.

E, infine, tentare di contribuire a spronare un Paese che investe molto nel passato e molto poco nel futuro, ovvero nella vera innovazione e nelle tante capacità che avremmo di poter davvero rilanciare l’Italia nell’economia mondiale.

D.: Quale futuro vedi per i giovani?

R.: Giovani e talento sono le principali risorse del futuro di un Paese. Da qui dobbiamo partire se vogliamo uscire dalla crisi e se vogliamo dare un futuro alle nuove generazioni. Farlo con un libro che narrasse 10 casi di successo era il modo paradossalmente “più innovativo”, anche perché ho raccontato le storie di side leader, ovvero “leader di confine”, giovani che sono riusciti a fare impresa, a cambiare il (loro) mondo, a vedere le cose da un nuovo punto di vista, a puntare a ciò che si vuole e non a ciò che si deve. Non sono sulle prime pagine dei giornali, non sono famosi, ma sono la conferma che anche oggi si può (con successo) scommettere su se stessi. Ci sono, ma nessuno lo sa.

D.: Chi sono i Side Leaders per Giorgia Petrini?

R.: Sono quelli che con sacrificio ed entusiasmo, forza e coraggio, ambizione e talento, delusione e fatica, amano ogni giorno il nostro Paese e per il nostro Paese continuano a lottare nell’ombra.

Quelli che sono ‘troppo giovani’ per essere ascoltati o ‘troppo piccoli’ per rappresentare un’eccellenza imprenditoriale o manageriale della nostra Italia.

Quelli che sanno cose che nessun altro sa.

Quelli che non hanno paura di dire cosa pensano e perché.

Quelli che “Pronti, via! Ci credo, lo faccio!”.

Quelli che se ne vanno perché “altrove si sta meglio”. Chi se ne va? Perché va via? Perché non vogliono tornare? Cosa sanno loro che non sappiamo noi? Cosa vedono che noi non vediamo? I Side Leaders sono quelli che hanno scommesso su se stessi con una sfida incredibile che oggi non gli rende pubblico onore, né merito, né popolarità.

Grazie a Giorgia, che per mezz’ora mi ha distratto dalla crisi dell’euro e dalle nubi pessimistiche sul nostro futuro.


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