COMUNICAZIONE

Stefano Cuzzilla, Presidente FASI

15/10/2010
di Marilena Giordano

La comunicazione istituzionale ha regole e metodi che si differenziano profondamente dalla comunicazione rivolta ai consumatori. Specialmente nel caso in cui siano coinvolti elementi cruciali nella vita di una persona, quali la cura della salute di sé stessi e dei propri familiari, la scelta della forma e dei contenuti della comunicazione diventa più misurata, più attenta, più incisiva.

Ne discutiamo oggi con Stefano Cuzzilla presidente del FASI, struttura nata trent’anni fa a beneficio dei dirigenti delle aziende private e che oggi si sta evolvendo per rispondere alle mutate esigenze delle imprese.

D.: Il Fasi è una realtà consolidata per il nostro paese: come si posiziona nel panorama contemporaneo dell’assistenza sanitaria integrativa?

R.: Il Fasi è nato come Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa rivolto ai dirigenti e in oltre trent’anni di attività è diventato - con oltre 300.000 assistiti - il più grande Fondo del settore in Europa. Nel tempo, la struttura ha dato prova di avere la capacità di operare con risultati e professionalità su fronti diversi e di sapersi confrontare con le difficoltà di una realtà in continua evoluzione. Infatti, il Fondo ha ampliato il suo raggio d’azione sia allargando la tutela offerta ai dirigenti, sia rivolgendosi anche agli altri lavoratori d’azienda.

Nei confronti dei dirigenti, quando il ciclo economico ha dato luogo a licenziamenti di manager troppo numerosi per essere agevolmente riassorbiti dal mercato, ci si è posti il problema di come supportare persone altamente qualificate che improvvisamente perdevano la loro principale fonte di reddito. Così è nato nel 2006 GSR, la Gestione Separata di Sostegno al Reddito per i dirigenti disoccupati. In questo modo, la “sicurezza” del dirigente viene ad essere potenziata, avendo tutelato il manager non solo dal rischio finanziario connesso ai costi delle cure mediche, ma anche dai rischi di una interruzione dei flussi reddituali provenienti dal suo lavoro. Un manager più tranquillo per il suo futuro è più efficiente e può concentrarsi meglio sugli obiettivi aziendali: questo è il messaggio che abbiamo voluto comunicare alle imprese, nel promuovere l’iniziativa.

Analogamente, con il medesimo intento di rendere più serena la vita di chi lavora in azienda, dal 2008 abbiamo voluto proporre le garanzie del Fasi anche ai lavoratori d’azienda non dirigenti, creando per loro FasiOpen, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa. In questo caso, l’adesione al Fondo da parte delle aziende è su base facoltativa, e pertanto la comunicazione svolge un ruolo essenziale nel contatto con l’azienda.

Qual è il vostro “stile” di comunicazione?

Chi vuole “vendere” sicurezza deve assumere un profilo di assoluta affidabilità: per noi è semplice, potendo vantare un’esperienza che inizia nel 1977. Inoltre, ci differenziamo nettamente dal mondo assicurativo “tradizionale”, poiché siamo un fondo mutualistico e senza scopo di lucro. Questa caratteristica riduce le “resistenze” dell’interlocutore-azienda, che vede in noi un partner, non un fornitore e ci ascolta senza pregiudizi. La nostra comunicazione si basa su tre parole: esperienza, affidabilità e qualità.

Tre: come le tre “componenti” del Sistema Fasi...

Il passaggio da Fasi a Sistema Fasi rappresenta la parità di ruolo che noi attribuiamo a ciascuna delle nostre iniziative: il Fasi “originario”, dedicato ai dirigenti, il Fasi Open e il GSR. Ciascuno di essi risponde ad una esigenza che trova soluzione nelle nostre proposte. Che in futuro si evolveranno, posso già anticipare che stiamo già valutando importanti novità da introdurre per il 2011.

Il Sistema Fasi è quindi in evoluzione?

Il 2010 è iniziato all’insegna di alcune importanti novità, nonché di un notevole progresso nella comunicazione con gli iscritti al FASI. Al fine di migliorare il servizio offerto e di dare un ulteriore impulso alla crescita del Fondo stesso, sono numerose le misure di recente adottate, misure che rispecchiano quanto previsto dall’accordo stipulato tra Federmanager e Confindustria il 25 novembre 2009. In tal senso, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, a decorrere dal 1° gennaio 2010, la revisione generale del Nomenclatore-Tariffario per un valore complessivo di 14 milioni di euro.

Come si inquadrano i Fondi nell’attuale situazione istituzionale?

L’assistenza sanitaria integrativa è stata ormai riconosciuta come il secondo pilastro del nostro sistema sanitario. Dal 1978, anno di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sono trascorsi oltre trent’anni: molti dei fondi più importanti operano nel settore già da allora. Dall’istituzione del SSN al 2008 l’iter legislativo in materia, che avrebbe dovuto regolamentare l’operatività dei fondi integrativi, ha subito travagliate vicissitudini. Finalmente, nell’ambito della sanità integrativa, dal 2008 in poi, sono intervenute importanti novità. Innanzitutto, il Ministro della Salute Sacconi, dopo l’azione di regolamentazione del settore avviata con il decreto “Turco” del marzo 2008, ha approvato nell’ottobre 2009 un nuovo decreto contenente le modalità attuative della disciplina, portando finalmente maggiore chiarezza alla materia. Con il decreto “Sacconi” vengono definiti gli ambiti d’intervento entro cui si devono muovere i Fondi e le Casse di natura negoziale e viene istituita presso il Ministero della Salute l’Anagrafe dei Fondi. Auspichiamo che il Ministro Fazio intenda proseguire sull’importante percorso già intrapreso.

L’istituzione dell’anagrafe dei Fondi a che cosa porterà?

L’istituzione dell’ Anagrafe dei Fondi era attesa da tempo. Il settore aveva la necessità di essere regolamentato e di censire gli enti operanti nel mondo della sanità integrativa, non solo per scoprirne il reale numero, che a seguito dell’iscrizione all’Anagrafe risulta essere pari a circa 270, ma soprattutto per arrivare finalmente a chiarire gli ambiti di operatività dei fondi e l’effettiva composizione dei loro iscritti.

Inoltre, come previsto dal decreto Sacconi, si potrà verificare che essi - a partire dall’anno gestionale 2010 - riservino almeno il 20% del totale delle risorse destinate all’assistenza degli iscritti alle prestazioni odontoiatriche e all’assistenza socio-sanitaria, al fine di garantire alle aziende e agli iscritti di godere dei benefici fiscali. Nel mese giugno di quest’anno, il Fasi ha ricevuto dal Ministero della Salute l’attestazione di iscrizione all’Anagrafe dei Fondi.


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