AGENDA DIGITALE

Oxford chiama Italia

09/12/2019
di Andrea Chiappetta

Secondo i dati pubblicati dalla Scuola di Pubblica Amministrazione (in CISE index) su 13 Paesi l’Italia è al ventisettesimo posto per efficienza e qualità dei servizi. Nella classifica DESI-Digital Economy and Society Index- della Commissione europea, sull’attuazione dell’Agenda digitale siamo al venticinquesimo posto.
 
Pare molto evidente che l’inefficienza della PA ci costa quasi 30 milioni di euro (come la finanziaria), circa due punti di PIL. E per le imprese, in particolare, la PA inefficiente rappresenta un costo molto elevato con impatti che si attestano tra il 2% ed il 4% del fatturato, con pesi più elevati al decrescere della dimensione dell’azienda. La PA ha tre milioni di dipendenti e pertanto risulta essere la più grande azienda italiana. Serve, come sostiene la SI-IES ed il DIHV, una trasformazione digitale con una strategia ben precisa dal momento che non si può pensare di prescindere dalla digitalizzazione considerando la direzione in cui sta andando il mondo. È un processo senza dubbio complesso e gli attori interessati sono molti (Governo; Dipartimento della Funzione Pubblica; Mef; Commissario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale; Comitato di indirizzo dell’AgID; Amministrazioni regionali; Province autonome; Enti strumentali; Società Consip e centrali di committenza) ma deve continuare ad essere una delle priorità nei prossimi anni. La scomparsa della carta; la riduzione dei costi; l’erogazione di servizi più efficienti che possano favorire un migliore rapporto di informazione (e forse anche fiducia) tra il cittadino e la PA rientrano nel piano della Digital Transformation.
 
Siamo sotto osservazione nel raggiungimento degli obiettivi, ed è utile ricordare le raccomandazioni del Consiglio Europeo, sul programma nazionale di riforma 2019 dell’Italia, che ci sollecita con veri e propri richiami ad “accrescere l’efficienza dell’Amministrazione Pubblica italiana e la sua capacità di rispondere alle esigenze delle imprese”.
 
Entro il 2022 il 6% del PIL mondiale sarà digitalizzato. Bisogna avere dirigenti della PA capaci ed anche un governo all’altezza della situazione descritta poiché non è sufficiente presentarsi durante le trasmissioni televisive e seguire una scaletta predefinita.

← Torna all’elenco
Disclaimer: alcune foto ed immagini pubblicate sul sito sentieridigitali.it sono tratte da Internet, e pertanto il sito non ne detiene alcun diritto di autore.
Qualora il soggetto ritratto o il detentore dei diritti sia contrario alla pubblicazione, lo segnali, via mail redazione@sentieridigitali.it oppure via tel. 06-5196.6778; la redazione provvedera' tempestivamente a rimuovere il materiale indicato.

© 2007-2018 Sentieri Digitali - Reg. Trib di Roma n. 538/07
Una iniziativa editoriale di SI-IES Istituto Europeo Servizi srl
P. Iva 04032171003