COMUNICAZIONE

Il 5G in mano agli studenti per generare innovazione

07/02/2020
di Francesco Chiappetta

Le Università sono da sempre un buon veicolo per l’innovazione. Potremmo partire dalle startup e giungere fino alle più svariate partnership che hanno unito poli univesitari, CdR e imprese innovative. In alcune università americane si sta attuando un approccio simile coinvolgendo il 5G, che in sperimentazione viene distribuito agli studenti, in alcuni college rappresenta un “luogo d’uso”, proprio perché mettendola a regime su un luogo come quello studentesco, possiamo coinvolgere i giovani e aspettarci che la tecnologia 5G ottenga una buona trazione iniziale.

Il 5G va testato, sperimentato e capito. Cosa possiamo fare per queste reti? In questo modo gli studenti diventano interconnessi e fungeranno da banco di prova per soluzioni innovative per le reti di quinta generazione. Questi svolgeranno un duplice ruolo nel promuovere la tecnologia 5G. Abitualmente gli studenti sono desiderosi di adottare il nuovo, nuove applicazioni, nuove soluzioni, nuovi modi di lavorare, vivere e giocare. Con 4298 fra Università e College, 317 dei quali sono istituti di ricerca, gli USA stanno facendo innovazione con i giovani.

Il gruppo di studenti centralizzati sperimenterà soluzioni che saranno di prezioso interesse per gli sviluppatori. Gli studenti potranno guardare un’infinità di dati dal proprio dispositivo mobile. Le università lavorano molto per arrivare ad una trasformazione digitale e possono utilizzare il 5G per rivoluzionare non solo la infrastruttura IT ed i costi associati, ma anche per portare nuovi strumenti educativi in aula. Ad esempio la realtà aumentata(AR), con la creazione di una piattaforma per l’education. Nelle università è necessario costruire reti 5G nello spettro delle onde millimetriche e creare un piano di incentivazione tra le università  ed un operatore TLC. Le prime reti 5G sul campus verranno lanciate alla fine del 2020 per conquistare un vantaggio competitivo. La rivoluzione del 5G può essere sfidante e strategica partendo in anticipo e promuovendo innovazione.

Nelle Università USA (alcune) fanno dei corsi 5G trattando aspetti pratici, teorici e tecnologici dei sistemi di comunicazione 5G con l’obiettivo di acquisire conoscenza delle ultime tecnologie che guideranno la prossima rivoluzione mobile, wireless e delle comunicazioni in ambienti 4G, in sistemi abilitanti al 5G. Le applicazioni riguarderanno la robotica ed i sistemi autonomi, gli UAV, i sistemi immersivi e la realtà come detto aumentata, il monitoraggio della salute e le reti intelligenti. Sarà anche esplorata la gestione dei dati dei 50 milioni di dispositivi IoT previsti per monitorare il traffico, il tempo, l’ambiente, l’agricoltura intelligente ed anche quando il frigorifero esaurisce il latte.

Anche in Italia sarebbe opportuno guardare a simili iniziative, utili per creare il 5G e ottimizzarne l’efficienza a partire dai nostri giovani studenti. La SI-IES è presente nell’elenco apposito presso il MIUR per la ricerca e l’innovazione, sono presenze che corrispondono ad un impegno e un investimento costante, e si fa portavoce per un’iniziativa analoga per il 5G nelle università del nostro Paese.


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