EUROPA

La Commissione Europea sull’intelligenza artificiale: le leve per competere nel futuro

21/02/2020
di Francesco Chiappetta

La Commissione Europea ha mostrato forte interesse nella mission di colmare il gap su Cina e Stati Uniti d’America nelle tecnologie digitali ed è pronta ad attuare una strategia da concretizzarsi entro l’anno 2020, con una proposta tecnica mirata ai 27 paesi europei. Questa strategia passa, nel contempo, dall’utilizzo dei dati (data economy) e dell’intelligenza artificiale. I temi ricorrenti del focus sono, su tutti: data management, data integration e machine learning.

La Presidente Ursula von der Leyen dichiara che è un’ambizione dell’Europa quello di modellare il futuro digitale quale tema portante e nello stesso tempo di non trascurare l’aspetto relativo alla sicurezza informatica alle infrastrutture critiche, considerando le competenze digitali in modo trasversale, dalla tutela del singolo, dalla democrazia ai media. Uno degli obiettivi dell’Europa è quella, fondamentale, di garantirsi autonomia nel campo digitale evitando, nei limiti del possibile, un’eccessiva dipendenza da giganti americani come Google, Facebook e Amazon, solo per citarne alcuni.

Per la Commissione Europea anche i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come il riconoscimento facciale, dovranno essere regolamentati per mantenere la fiducia dei cittadini ed essere considerati trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano in settori sensibili, come la salute, la polizia e il trasporto.

L’Europa ha lanciato un libro bianco sull’intelligenza artificiale ed una strategia europea sui dati. Ha invitato gli stati membri a lavorare in sinergia in settori come i supercomputer (High Performance Computer) e la Blockchain, altri due temi di estrema rilevanza competitiva per il futuro. Sollecitano di studiare lo sviluppo di un “mercato unico europeo dei dati” e per le imprese e le pubbliche amministrazioni stimolano l’e-commerce, l’e-procurement e la sicurezza informatica. Hanno segnalato la necessità di un piano per l’educazione digitale e di concentrarsi su miglioramenti in settori di impatto come la sanità e i trasporti. Un punto fondamentale, per tutta l’Europa è la tutela dei loro dati da parte dei cittadini.

I campi di interesse che riguardano l’intelligenza artificiale sono molti, a partire dalla robotica intelligente, dal computer vision, dalla gestione linguaggio naturale e agli assistenti virtuali, fino all’intelligence data processing; sono solo alcune classi ma ve ne sono tante altre di pari interesse.

Come già pubblicato su Sentieri Digitali più volte, i sistemi di intelligenza artificiale devono essere trasparenti, tracciabili e sotto il controllo umano. Visione e impegno questi, che sono sposati allo stesso modo e elevati a “mantra” nel contesto del nostro DIHV (Digital Innovation Hub Virtuale). Negli ultimi tre anni il finanziamento europeo per la ricerca in questo delicato ambito è aumentato del 70% rispetto ai tre anni precedenti, fino a toccare quota 1,5 miliardi di euro. Consapevole della valenza anche economica, l’obiettivo è di raggiungere i 20 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati all’anno, entro 10 anni. È bene evidenziare che l’intelligenza artificiale non è buona o cattiva in sé, ma dipende dal perché e dal come viene usata.


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