SALUTE

Intelligenza artificiale e Covid-19

20/05/2020
di Francesco Chiappetta

La SI-IES in più riprese ha fatto riferimento alla quarta rivoluzione industriale ed ha sottolineato che può diventare il motore trainante della trasformazione digitale nel contesto del nostro Paese ed in Europa. Secondo SI-IES bisogna creare un ecosistema attraverso una piattaforma aperta per erogare cultura, formazione e innovazione. È evidente che va ben definita la parte strategica come ad esempio l’aspetto riguardante la domanda e l’offerta del Paese. E per fare ciò è opportuno fare un piano a scorrimento traguardato nell’arco di tre anni per ben capire i bisogni e identificare anche una valutazione empirica della proposta. È necessario elaborare un Master Plan in relazione al ruolo e funzione della Digital Technology e la pianificazione e la relativa attuazione. In questo contesto non va trascurata la realtà del lavoro agile e mettere a punto un modello di funzionamento e quindi abilitare la trasformazione digitale.
 
Cosa c’entra tutto ciò con il coronavirus? Secondo SI-IES e DIHV si sostiene che il ruolo del machine learning e dell’intelligenza artificiale può fare la differenza nell’analisi dei dati della terapia intensiva. Sono stati individuati diversi processi per realizzare dei modelli sfidanti. I modelli predittivi per esempio possono essere utilizzati per mettere in luce con relativo anticipo alcuni fenomeni e valutare nello stesso tempo meglio le priorità nel triage e nella terapia. Il machine learning rientra nel processo di valutazione di farmaci antivirali che potrebbero aiutare i medici al fine di fare delle scelte migliori ed anche in maniera rapida tra le diverse opzioni terapeutiche. Per quanto riguarda invece i dati storici epidemiologici, si può ipotizzare che potrebbero essere utilizzati con l’IA per sviluppare come si è detto modelli previsionali della diffusione del virus e con tecniche di inferenza causale, valutare l’impatto delle azioni di contenimento. Il ruolo del dato, interpretato proprio dai sistemi di IA, riguarda certamente anche l’aspetto della mobilità: identificare aree di rischio elevato e pianificare relativi interventi al fine di ridurre la diffusione delle infezioni. Con l’analisi e i dati molecolari e proteici alcuni farmaci che già esistono potrebbero o possono essere sottoposti a refactoring al fine di contrastare gli effetti del coronavirus. Non a caso secondo SI-IES la bioinformatica e la tecnologia di IA possono ridurre il numero esponenziale delle combinazioni sulle quali testare farmaci esistenti.
 
Sempre l’IA è utile nella fase del monitoraggio a distanza per esempio con i dispositivi di e-health al fine di raccogliere i parametri di base, l’analisi dei risultati con un algoritmo per predire se il paziente contagiato richieda l’ospedalizzazione. La SI-IES ha formulato una propria proposta alla presidenza del Consiglio dei ministri- dipartimento innovazione tecnologica un qualcosa di simile legata alla realizzazione di una App. Inoltre, vi è l’opportunità che riguarda l’elaborazione automatica delle immagini Tomografia Computerizzata che potrebbe essere di aiuto ai medici al fine di accelerare il rilevamento di patologie causate dal virus. Poi si è pensato all’utilizzo dei chat bot che possono essere utili sotto il profilo informativo o diagnostico anche per supportare i call center, eventualmente, di emergenza in modo che si possano liberare delle risorse da dedicare all’interazione con le persone e al triage.

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