SOCIALE

Una natura da diffondere

03/06/2019
di SI-IES srl

A Roma, dintorni e nel Lazio abbiamo constatato che vi sono molti parchi regionali che purtroppo oltre a non avere una adeguata visibilità non hanno neanche un piano di comunicazione sfidante e vincente. Il nostro caso di studio è il Parco Regionale di Veio.
 
Il Parco di Veio gravita su Roma per 7.174 ettari su circa 15.000. Tra i punti forti vi è la vicinanza con Roma, verso sud, e Viterbo verso il nord; dal punto di vista logistico è particolarmente favorevole in quanto vi sono diverse strade di accesso.
 
Secondo noi dovrebbe essere un centro di cultura rivolto prevalentemente ai bambini delle scuole primarie che, attraverso la diffusione di visite guidate, potrebbe offrire la possibilità di scoprire l’amore per la natura, il nome delle piante e della fauna, e in più si dimostrerebbe come elevata forma di educazione e di formazione che farebbe capire il rispetto del comportamento di sé stessi ed il rispetto della natura. La formazione da effettuare durante la visita dovrà essere fortemente “friendly” per rendere chiaro il concetto che la natura non è l’avversario dell’uomo, ma è l’amico e il fratello dell’uomo e quindi pensare nell’ottica di un dialogo costante con essa parlandone, descrivendone le caratteristiche, i colori, l’odore e le circostanze che compongono il parco.
 
Il sabato e la domenica potrebbero essere motivo di incontro per turisti con guide idonee per presentare le bellezze del parco ed anche visite per i cittadini che gravitano nell’area romana, quella viterbese e tutte le aree che distano dal parco per un massimo di 50 chilometri che dovrà essere così considerata la gita del sabato o la gita della domenica in un’unica giornata. I mezzi di comunicazione dovrebbero fare la loro parte.
 
Non trasferire ogni giorno ai cittadini solo ed esclusivamente atti violenti, disastri e tante altre negatività dovute anche ad una disorganica antropizzazione sul territorio. Questo non vuol dire mettere la testa come lo struzzo sotto la sabbia, bensì ci sono diversi metodi e obiettivi da raggiungere. Finalità culturali, di tempo libero e di conoscenza, rientrano nella vita dell’uomo. Sarebbe molto bello poter fare un piccolo museo partendo dalle origini ad oggi sia per quanto riguarda i mezzi di lavoro dell’agricoltura, partendo dall’aratro, per arrivare se necessario al robot visto come sicurezza dell’uomo e tutela del parco.
 
Inoltre, potrebbero essere creati dei mezzi (Rover) di comunicazione sul piano della diffusione di tipo interattivo da collocare in alcuni punti centrali con scritto all’esterno “scopriamo il Parco di Veio”. Tutto ciò oltre a fare cultura, stimola i giovani delle scuole superiori e delle università ad approfondire l’argomento che può diventare oggetto di ricerca per la stesura di tesi e tesine e scoprire magari una vocazione nascosta che riguarda il mondo dell’ambiente che ognuno di noi peraltro invoca nei confronti del proprio interlocutore dicendo che l’ambiente va tutelato, ma senza mai fare delle testimonianze concrete che consentono di dire al prossimo “anch’io ho fatto qualcosa per la salvaguardia dell’ambiente”.
 
È bene chiarire che l’ambiente non ha ideologie e né partiti politici. L’ambiente con una sola parola siamo noi.

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