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Un'esclusiva digitale

09/04/2020
di Camilla Santoro

Quest’anno l’app cartografica di Google ha compiuto gli anni, esattamente quindici. Il servizio di internet che consente di visualizzare le carte geografiche di buona parte della Terra che ha indubbiamente cambiato, agevolato e rivoluzionato il nostro modo di spostarci che sia a piedi, in bicicletta o in auto. Col tempo ha migliorato le sue prestazioni consentendoci di guardare o, perfino, farci avere l’impressione proprio di essere in strada con la funzione “Street View”. Se fino a questo momento pensavamo di aver raggiunto dei livelli piuttosto elevati tenendo conto del conteggio dei chilometri esatti, della quasi perfezione nel riuscire a vedere le strade e dove esse ci conducono, immergerci in lande desolate o negli angoli della movida delle nostre metropolitane allora non eravamo ancora a conoscenza delle “mappe Hd”. I protagonisti di tale progetto si trovano nella sede di Amsterdam. Si tratta dell’olandese TomTom che produce sistemi di navigazione satellitare per autocarri, autobus, autovetture, motociclette e smartphone che ha ideato delle mappe esclusivamente digitali. Attraverso delle auto, piene di sensori che leggono e scansionano tutto ciò che le circonda hanno raccolto e messo insieme una grandissima serie di numeri e lettere. Il numero di dati raccolto viene prontamente offerto ai computer che con il metodo di apprendimento automatico degli elaboratori- machine learning- e mischiato con gli altri dati presi in tempo reale. Questa sequenza di dati all’occhio umano non dice nulla ma per loro, le macchine, significa rilevare palazzi, ponti, semafori, indicazioni stradali che, punto dopo punto e con estrema precisione, vengono rappresentate per “farsi leggere” da noi e ancora più interessanti permettere ai veicoli di adottare decisioni che prenderemmo noi.
 
Creare percorsi, far muovere le persone in termini economici equivale ad un mercato di 1,3 miliardi di dollari che potrebbero anche raggiungere il numero di 20,4 miliardi nel 2030 accendendo la competizione tra i noti e mai così scontati Google, Apple, Here, Baidu, Uber e TomTom. In passato avere delle carte geografiche in mano significava avere potere, sapere dove andare a “conquistare” e come proteggersi oltre che a dare un significato simbolico-culturale alle modifiche che venivano tracciate con il “dentro e fuori città”.
 
Molto dobbiamo alla storia, ai progressi, alla tecnologia e allo studio continuo per migliorare la qualità delle nostre vite e, probabilmente, con questo servizio di TomTom potremmo anche fare a meno delle mappe se si stima la possibilità che saranno effettivamente le macchine a condurci e noi umani ci godremo ancora di più il viaggio.

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