SALUTE

Il wireless in medicina: una "pillola" che trasmette dati

19/02/2010
di Viviana Lucca

Gli scienziati hanno elaborato dei dispositivi capaci di monitorare lo stato di salute del paziente e di trasmettere all’esterno i dati in tempo reale. Il segreto sta nel microchip - grande come un capello, assicurano i ricercatori – contenuto in una pillola. In questo modo, oltre ad un controllo costante e preciso della malattia dell’individuo, vi è un risparmio notevole di medicinali. Uno studio effettuato dal New England Healthcare Institute sostiene che questa invenzione potrebbe far risparmiare agli Stati Uniti 290 miliardi di dollari, che ogni anno vengono sprecati perché le persone hanno la tendenza ad abusare dei farmaci. Il consumo eccessivo dei medicinali, infatti, viene definito in America “il secondo problema di droga”.

La pillola – microchip è stata ipotizzata dalla californiana Proteus Biomedical, mentre Novartis AG ha speso 24 milioni di dollari per assicurarsi il brevetto e la distribuzione.

Come funziona? La pillola, che contiene sia il farmaco sia il microchip, viene ingerita dal paziente. Il sensore, realizzato con materiale organico, vitamine e cibo, viene attivato dall’acido dello stomaco. A questo punto il chip invia a un cerotto impermeabile incollato alla pelle della persona vari dati, quali ad esempio battito cardiaco, pressione, temperatura corporea, sonno e immagini interne. Il paziente, infine, tramite il suo cellulare, invia i dati criptati a Proteus, che li rispedisce decriptati sul telefonino o in e-mail.

I dati sono a disposizione del paziente, ma anche dei suoi familiari e del medico curante. L’obiettivo è quello di ottenere una corretta prevenzione, un monitoraggio costante e reale, nonché quello di evitare abusi e sprechi di farmaci e di denaro.

Certo, una pillola di questo tipo è invasiva. Non tutti, forse, accetteranno il fatto di essere “messi a nudo” in questo modo. Eppure, potrebbe diventare efficace per anticipare la formazione di alcune malattie o per tenerne sotto controllo altre notoriamente pericolose.

Joe Jimenez, il direttore generale della Novartis, afferma che: “Con moltissime malattie, con l’oncologia o nei casi di trapianti, il monitoraggio costante è fondamentale e vista da questa prospettiva, quello che questa nuova tecnologia permetterà è facile da intuire e senza dubbio utile”.

La pillola è sotto sperimentazione per malattie cardiache, ipertensione e tubercolosi e sarà immessa sul mercato alla fine del 2011.

Altre invenzioni stanno nascendo. La MicroCHIPS Inc. di Bedford, Massachusetts, sta realizzando un impianto in grado di valutare il livello di glucosio nel sangue e di inviare i dati via wireless per controllare i malati di diabete. La Vitality Inc, invece, ha messo a punto il GlowCap, ovvero un “coperchio intelligente” che diventa arancione quando è ora di prendere il farmaco e che si mette a suonare quando la medicina non viene assunta all’ora prestabilita.

Il trend nel settore è avviato: la scienza si muoverà lungo questo percorso, con risultati concreti e validi. Il corpo umano viene sempre più scoperto e analizzato, ma in questo caso, quello tra il bìos e la scienza, potrebbe non essere un connubio irrispettoso.


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