ECONOMIA

La trasformazione delle Imprese

19/04/2019
di Francesco Chiappetta

Parte I
 
L’Impresa 4.0 fa riferimento ad un approccio di tipo organizzativo che punta prevalentemente all’interconnessione ed anche alla cooperazione delle risorse. Il fine è quello di incrementare la produttività, l’efficienza, la varietà produttiva degli impianti e la competitività dell’azienda, senza limitazioni di settore.

Trasformazione vuol dire anche l’unione virtuosa tra nuove tecnologie produttive, definite altresì “tecnologie abilitanti”. Abbiamo parlato a più riprese del Piano nazionale Industria 4.0 con le linee guida emanate dal Mise nel 2017, che prevedevano, tra l’altro, di operare in una logica di neutralità tecnologica, di intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali, di utilizzare le tecnologie abilitanti, di orientare strumenti esistenti al fine di incentivare la trasformazione digitale e, infine, di coordinare i vari stakeholders, evitando di ricoprire un ruolo di tipo dirigista.

In questo contesto, hanno un ruolo importante sia i Digital Innovation Hubs sia i Competence Centers. Per quanto riguarda questi ultimi, i Competence Center, si tratta di una rete costituita da università, scuole superiori ed imprese. Tra i compiti del Competence Center vi è, tra gli altri, quello previsto anche per i Digital Innovation Hubs, vale a dire, consulenza per le PMI in un’ottica 4.0. Vi è poi la parte che riguarda la sperimentazione, con incentivi per i progetti di innovazione, che vedono il coinvolgimento delle tecnologie digitali. Infine, vi è lo scopo di arrivare ad una elevata conoscenza e consapevolezza sui temi oggetto di analisi.

In Industria 4.0 è stata prevista per l’imprenditore l’acquisizione di una tecnologia in chiave 4.0. Nel 2017 u.s., si è passati da Industria 4.0 a Impresa 4.0. Il motivo è il coinvolgimento delle PMI del nostro Paese.

Perseguire l’Impresa 4.0 vuol dire anche aumento del valore della produzione, e, di conseguenza, il miglioramento della produttività. Un’impresa 4.0 riesce ad efficientare il proprio processo di produzione, e, nello stesso tempo, la diminuzione o il contenimento dei costi della produzione. Automatizzare e digitalizzare un’azienda si traduce, contestualmente, in un aumento dei ricavi ed in una diminuzione dei costi. Le imprese attive nell’ambito dell’impresa 4.0 mostrano prevalentemente un ROI in netto miglioramento rispetto a quello rilevabile nelle aziende tradizionali.

Molte tecnologie digitali sono arrivate a maturazione insieme. Il riferimento va ad una serie di Smart Technologies, tra cui: Internet of Things, Big Data, Cloud, Robotica, nuove interfacce uomo-macchina e device di comunicazione. L’unione virtuosa tra hardware, software e uomo crea i cyber-physical system. IoT è un neologismo utilizzato per indicare un insieme di oggetti reali che, attraverso la connessione a internet, riescono a comunicare con altri oggetti. L’infrastruttura hardware e software viene interconnessa per mezzo della rete ed è talmente ampia e varia, da creare anche una grande difficoltà nella definizione del concetto stesso di IoT.

In questo processo si introducono dei modelli di business nuovi. La logica di Impresa 4.0, come già descritto, si basa sull’interconnessione nel sistema produttivo dell’azienda e tra le sue risorse. L’impresa, però, non è altro che un singolo elemento di un’interconnessione più ampia, che esce dai confini aziendali per coinvolgere tutti gli attori che creano valore lungo la supply chain. Tutto ciò comporta nuovi modelli di business, che diventano motivo di attenzione, a partire da analisi, portando l’azienda a ragionare in un’ottica di sistema e, dunque, in chiave orizzontale. “4.0” vuol dire anche agire sulla base delle istanze dei fornitori, a monte, e dei clienti, a valle. Il nuovo modello di business dell’impresa dovrà avere delle caratteristiche di un’organizzazione tradizionale, a partire dall’organizzazione normalmente gerarchica, ma con più elasticità.
 
Parte II
 
E’ bene ricordare che l’economia del nostro Paese ha come dorsale un’infinità di PMI, che rappresentano il vero scenario produttivo del nostro Paese e del made in Italy. La nostra impresa ha un modo di agire di tipo artigianale e, quindi, consente alle PMI di rispondere prontamente a cambiamenti che vengono a verificarsi.

Il nostro prodotto, come si è detto, di tipo artigianale, e può essere definito prodotto su misura. Lo sviluppo di prodotti intelligenti e connessi consente la raccolta di informazioni anche nelle fasi successive alla commercializzazione. La personalizzazione del prodotto, ovvero il fenomeno della mass customization, ha effetti, inoltre, sull’innovazione di processo.

L’impresa 4.0, grazie anche a tecnologie come il Cloud, consente di entrare all’interno di un meccanismo di cui oggetto si sposta dalla proprietà all’uso. L’economia collaborativa sconvolge la visione tradizionalista. La sharing economy, ad esempio, sfruttata sia da aziende che da consumatori, è un modello economico che si basa sulla condivisione, dietro compenso, di risorse sottoutilizzate: oggetti, spazi e abilità. E’ bene ricordare che le PMI del nostro Paese rispecchiano in parte il comportamento dell’uomo, vale a dire, quello di essere autosufficiente e non cooperativo. Nel nostro Paese vi è, quindi, una mentalità legata alla filiera di produzione, basata su motivi storici e consolidati, che bisogna ancora superare.

Con i cluster, con le reti di imprese e con il ruolo del Digital Innovation Hub Virtuale si punta alla integrazione tra risorse e attori della filiera, che fa sì che l’impresa 4.0 amplifichi l’intensità delle relazioni tra aziende, creando nuove piattaforme e nuovi ecosistemi. Per i cluster, così come per paradigma Impresa 4.0, l’aspetto fondamentale è l’interconnessione. Attraverso il modello collaborativo del cluster si ha la possibilità di competere con aziende più grandi senza la necessità di ingenti investimenti per includere ricerche e sviluppo nella propria azienda.

Si tratta dello scenario ideale per il raggiungimento e la creazione dell’Open Innovation: un’innovazione che si basa, appunto, sulle relazioni tra azienda e soggetti esterni. Il passaggio da innovazione chiusa ad open innovation mette in discussione le caratteristiche sulle quali le imprese tradizionali hanno bassato la propria egemonia per decenni, con effetti anche sulla trasformazione dei modelli di business. Alcuni autorevoli studiosi sostengono che l’innovazione chiusa non esista già più e che l’innovazione aperta sia il modo più corretto per fronteggiare i cambiamenti del mercato.

Come si è detto, nel nostro Paese in molti casi non si ha né particolare cultura, né particolare volontà di entrare nel cambiamento con il coinvolgimento di altre realtà imprenditoriali, viste fino al giorno prima come concorrenti, a prescindere dalla finalità e dalla produzione aziendale.

Parlando di migrazione da azienda tradizionale ad azienda Impresa 4.0, l’argomento vede il pieno coinvolgimento della SI-IES quale strumento giuridico nel ruolo di coordinamento del Digital Innovation Hub Virtuale - DIHV, iscritto al Catalogo europeo apposito presso la DG CONNECT, perseguendo come principale obiettivo proprio supporto al processo di migrazione da azienda tradizionale ad impresa 4.0. Inoltre, si punta molto ad automatizzare tutte le aree di riferimento dell’impresa, con più obiettivi, tra i quali l’aumento della produttività, il risparmio di manodopera, la diminuzione degli errori e, infine, l’innovazione sul mercato.

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