TECNOLOGIA

Il mondo mobile, tra smartphone e intelligenza artificiale

09/10/2017
di SI-IES Srl

Più volte in queste pagine abbiamo trattato argomenti legati alla comunicazione e all’innovazione, considerando anche iniziative di ricerca e sviluppo e le iniiziative di studio e strategie delle nostre Commissioni.

Anche quello del mobile e anche alle evoluzioni e allo sviluppo di prodotto, vedi device come smartphone e tablet, ci ha sempre stimolato. Lo smartphone, fra le altre cose, viene visto da Si-Ies come strumento prezioso in ambito telemedicina oltre che di e-health, questo almeno per dei settori specialistici esaminati.

Non si sfugge all’idea che questi dispositivi abbiano modificato il pensiero e il comportamento dell’individuo contemporaneo. Anche e soprattutto lato consumer una parola d’ordine oggi è ricorrente: intelligenza artificiale. L’iPhone X di Apple, il Mate10 di Huawei, completeranno una nuova generazione di smartphone che traccia un’evoluzione che è sempre più rapida ma, ai più, sempre meno significativa. La corsa forssenata all’aggiornamento e alla presentazione di un nuovo modello ogni 6 mesi va a rendere sempre meno rivoluzionarie e realmente utili le innovazioni proposte.

In questi contesti è nata una tendenza definita “vaporware” che identifica quei dispositivi raccontati come rivoluzionari ma le cui caratteristiche restano effettivamente poco significative. C’è chi sostiene che il mercato degli smartphone ormai sia talmente saturo che sia per questo difficile rilevarne delle novità.

In questo clima la novità che sembra palesarsi di più in questa ultima generazione di cellulari è l’intelligenza artificiale. Lo stesso Google, alla presentazione dell’ultimo Pixel 2, ha ammesso che “stiamo passando dall’era mobile a quella delle Artificial Intelligence”. Uno dei vantaggi competitivi dei dispositivi prodotti per la casa di Muntain View è l’integrazione con i servizi di Google, dalla fotocamera che riconosce il soggetto della foto all’assistente virtuale che risponde a ogni quesito.

Ma Google non ha presentato solo il suo smartphone AI, ma anche altri dispositivi, dai Pixel Buds, che sono auricolari che traducono istantaneamente in 40 lingue, a Home, un altoparlante intelligente come i vari Amazon Echo e Apple Homepod. Questo oggetto  ascolta perennemente ciò che si dice in casa per dare in cambio servizi personalizzati. Se non siamo abbastanza tracciati con i vari Maps, YouTube, Gmail, ora avremmo anche un “Grande Fratello” formato Smart Home.

Huawei invece introdurrà l’AI permettendo alla fotocamera (Leica) di riconoscere l’oggetto inquadrato e persino di regolare determinate funzioni e impostazioni di conseguenza, oltre che di tradurre dei testi fotografati.

Apple nella nuova generazione degli iPhone ha introdotto un chip intelligente, secondo Cupertino il più potente e intelligente mai montato su uno smartphone. Si afferma che questo consentirà ai nuovi iPhone di avere una potenza di calcolo tale da introdurre l’utilizzo del cosidetto machine learning  e di sfruttare mediante la fotocamera applicazioni per la realtà aumentata.

Uno scenario che appare tanto allettante anche in ottica 5G, ma al contempo inquieta considerando la paranoia in termini di riservatezza e sicurezza di questi nuovi dispotivi e applicativi tanto millantati e intelligenti.


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