ECONOMIA

L'innovazione e l'evoluzione

01/10/2019
di Francesco Chiappetta

Si parla spesso di malessere in generale- facendo anche le nostre diagnosi- ma la parte riguardante la risoluzione del problema, quella, non ce la dice quasi mai nessuno. In questo senso, l’innovazione può essere al servizio della sostenibilità in maniera seria, e non demagogica, e sarebbe opportuno fare degli approfondimenti al fine di poter trovare dei modelli applicativi concreti e funzionali. Una volta trovato il modello, il Paese ne può usufruire anche sul piano della competitività sotto diversi aspetti: può significare un aiuto alle imprese e un aumento della professionalità investendo su persone e quindi essere competitivi con altri Paesi europei.
 
Un’altra notizia riguarda il voto ai sedicenni. Il nostro Paese si fa notare quasi sempre, alzando anche il volume in modo da arrivare a diverse platee. A 16 anni, come Greta, bisognerebbe ancora studiare e andare a scuola. Se diamo il destro ai ragazzi di votare a 16 anni il mondo della scuola si trasforma, o può trasformarsi, in una palestra politica (in questi giorni stiamo affrontando il tema del bullismo nelle scuole). La politica nelle scuole potrebbe creare delle disparità nelle classi poiché farebbe emergere subito lo “pseudo-leader” non per le sue idee intelligenti e innovative ma per le idee da “capo branco”. Siamo abituati a ciò che non va bene, e ancor più abituati siamo a dare la colpa alle famiglie, agli insegnanti e per essere coinvolgenti anche al Paese. Avendo trovato i colpevoli, il problema risulterebbe risolto. Far votare i 16enni significherebbe coinvolgere una persona che riporta il maggior numero dei voti e può essere poi candidata per un consiglio comunale. Nell’arco della legislatura si capirebbe l’andamento di alcune situazioni politiche- secondo le logiche partitiche- e, nello stesso tempo, si darebbe il contributo, come può essere quello di un giovane più che adolescente per porre all’attenzione e far conoscere le speranze e le ambizioni che hanno nella società sia politica che lavorativa.
 
Altro punto importante è la tecnologia 5G. Anche qui poniamo le dovute attenzioni perché la tecnologia è fortemente sfidante, apre certamente nuove frontiere ma bisogna trovare anche persone che sappiano riempire queste frontiere che altrimenti rimarrebbero delle mere enunciazioni.
Un’ultima parola riguarda il DEF: il documento di Economia e Finanza che si aggira intorno ai 30 miliardi. Di questi 30 miliardi, speriamo che sia vero, ne dovrebbero mancare solo 7. Saranno a carico della collettività oppure, date le mediocri condizioni in cui ci troviamo, sarebbe opportuno fare ulteriori tagli ed evitare sprechi. Si potrebbe partire dall’acquisto delle siringhe a costo unitario, uguale per tutto il Paese. Vediamo se riusciremo a recuperare una parte dei 7 miliardi.

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