SOCIALE

A scuola con Milo

12/07/2019
di Camilla Santoro

“Sei pronto? Possiamo andare avanti?” Questa una delle domande pronunciate da Milo, un robot umanoide che si sta facendo conoscere a diverse latitudini e- giovedì 11 luglio- ha fatto il suo ingresso alla Scuola Elementare Ermenegildo Pistelli – I.C. Claudio Abbado di Roma.
 
A riempire cortile e aule oltre ai piccoli studenti iscritti alla scuola, erano presenti anche dei ragazzi di una scuola secondaria provenienti dalla Cina accompagnati dal loro Supervisor, per assistere alla giornata di presentazione di Milo.
 
Da tempo i ricercatori e gli esperti della tematica autismo propugnano la tecnologia e provano a diffonderne lo sviluppo nel campo sanitario. In particolare, ci riferiamo alle abilità sociali e comunicative compromessi nei bambini che presentano l’autismo.
 
La presentazione è incominciata con la visione di due giochi virtuali interamente creati da tre piccoli studenti della scuola, introducendo così il concetto di Coding. È una nuova lingua, per così dire, che consente di dialogare con il computer attraverso l’assegnazione da parte nostra di compiti e comandi in modo semplice. È uno strumento altamente efficace che insegna ad usare la logica attraverso la programmazione, la risoluzione dei problemi e il pensiero computazionale. Dunque, si sviluppano le capacità logico-creative del bambino che, scomponendo un problema, si renderà conto da solo di riuscire a risolverne uno generale. Dare consapevolezza di ciò che li e ci circonda, rendendoci soggetti attivi di un mondo sempre più all’avanguardia. I giovani programmatori potranno creare storie in brevissimo tempo attraverso un codice javascript al quale corrisponderà ogni blocco del videogioco.
 
Successivamente è avvenuta l’iniziazione di Milo, partendo brevemente dalle sue generalità- nato dalla società Texana “RoboKind” e divenendo anche un po’ italiano grazie ad un gruppo di Ingegneri siciliani che ne hanno tradotto l’Intelligenza Artificiale- siamo entrati a stretto contatto con questa realtà. Lo abbiamo messo alla prova con alcuni esercizi/lezioni come ad esempio il riconoscimento di alcuni alimenti “quando si va a fare la spesa”. Con il tablet -connesso a Milo- il bambino è in grado di interagire scegliendo e rispondendo alle domande poste, facilitato anche dalla visione delle immagini. In questo modo saprà collegare, in modo corretto, una tavoletta di 10 cubetti marroni alla cioccolata.
 
Ma Milo aiuta anche a sintonizzarli sulle emozioni, ad esprimere empatia, ad agire in modo più appropriato nelle situazioni sociali. La svolta efficace nasce dal fatto che non si stanca mai, è coerente e consente al bambino di prevedere cosa accadrà. In questo modo si tranquillizzerà e imparerà a distinguere una persona arrabbiata da una triste perché mentre l’amico robot parla, i simboli saranno visualizzati sul suo schermo e ne seguirà la “dimostrazione espressiva” di una faccia arrabbiata.
 
Cinquantasei centimetri, circa, dinanzi ad una platea di studenti cinesi e non, molto colpiti ed entusiasti della nuova conoscenza. Soprattutto perché il design facciale del caro Milo è a dir poco sbalorditivo. Quando si esprime, si formano delle piccole rughe che si avvicinano all’idea di umano. Quella del viso è la parte più delicata, essendo presenti dei “motorini/muscoletti” che consentono il movimento.
 
Durante la presentazione preziosi sono stati gli interventi della Dott.ssa Rosamaria Scognamiglio, specialista della formazione presso Docendum, e del Dott. Valerio Accorinti, esperto in Relazioni Internazionali e Civiltà Orientali -coordinati dal Dott. Daniele Angeloni, coordinatore didattico di Docendum e leader nella formazione di coding-  e la disponibilità e la collaborazione del Dirigente Scolastico Dott.ssa Brunella Maiolini e la presenza del Dirigente presso il MIUR il Dott. Giuseppe Marucci.
 
Programmare il futuro, affiancando logica e creatività e vedendo la tecnologia come un grande ausilio per i progressi in ambito sanitario, non può che entrare a pieno titolo come strumento per la didattica. In tal modo, non si lascia nessuno indietro e, anzi, si stimolerà il pensiero di giovanissimi che -un giorno non troppo lontano- aiuteranno a migliorare il mondo.
 
Colgo l’occasione per ringraziarli per la disponibilità per avermi fatto partecipare ad un evento così affascinante.
 

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