SALUTE

Il ruolo del D.I.H.V: l’innovazione tecnologica nel settore radiologia e radioterapia

01/02/2019
di SI-IES Srl

Siamo presenti nel prestigioso albo europeo dei DIH, network tra i 28 paesi della UE. Crediamo fortemente che le imprese abbiano bisogno di avvalersi di esperti della trasformazione digitale per competere ed innovarsi.

La commissione del D.I.H.V. ha trattato un tema che riguarda il ruolo dell’innovazione tecnologica  in ambito radiologia e radioterapia, relatori il Prof. Vincenzo Tombolini (Professore Ordinario di Radioterapia, Coordinatore Scuola di Specializzazione in Radioterapia Facoltà di Medicina e Odontoiatria e Direttore UOC Radioterapia Policlinico Umberto I Roma) e il Prof. Carlo Catalano (Professore e Direttore del Dipartimento di Radiologia, Sapienza Università di Roma - Policlinico Umberto I Roma) che in maniera eccellente hanno presentato le nuove tecniche di radiologia medica per immagini e di radioterapia, tracciando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il deep learning e altre innovazioni che caratterizzeranno il futuro del settore. Due novità in campo radiologico riguardano il passaggio dal qualitative imaging al quantitative imaging, In questo cambiamento sono state illustrate delle tecnologie radiologiche innovative, altamente performanti che oltre ai parametri classici aggiungono misurazioni più dettagliate. Abbiamo compreso che le immagini radiologiche sono molto di più che delle semplici figure anatomiche. Le nuove tecnologie di diagnostica , infatti, producono un enorme patrimonio di dati numerici che la semplice osservazione visiva, la cosiddetta analisi qualitativa non riesce ad elaborare. Da parametri di osservazione e valutazione visiva (qualitativi) a parametri precisi conferiti dai dati e dai numeri (quantitativi). La diagnosi medica viene potenziata dai software informatici e dai dati. Qui troviamo il ruolo importantissimo degli imaging biomarkers, seguendo l’innovazione vediamo che la radiomica e la radiogenomica rappresentano la nuova frontiera di questo settore, ovvero quella evoluzione della radiologia che unisce gli elementi e le componenti radiologiche con i dati genomici. Lo studio ha messo in evidenza anche elementi di ottimizzazione dei costi, oltre all’aspetto tecnologico. Si sono discusse molte tecniche speciali di radioterapia che caratterizzeranno il futuro, partendo dall’IGRT e giungendo alle innovazione e ai sistemi più all’avanguardia, una su tutte la nuova frontiera dei protoni. Si è parlato della LEA, dei tumori pediatrici, dell’urgenza di lavorare in team con diverse specialistiche. Il futuro del settore sarà quello che unirà alle immagini la biologia.

Ci si è soffermati poi sull’importanza della standardizzazione, necessario maggiore impegno affinché a livello mondiale lo standard di acquisizione delle immagini sia unico, così come quello dei dati perché se i dati sono eterogenei è difficile analizzarli. La standardizzazione che è presente sulle apparecchiature, dunque, deve riguardare anche l’acquisizione, la processazione e l’analisi di tutto il pacchetto informativo medico. Siamo dinanzi alla digital transformation della medicina e del settore sanitario.

Il contenuto è stato molto apprezzato dalla Commissione, temi molto importanti di settore, dibattuti fra gli addetti ai lavori, ma che rientrano in quella ondata di innovazione che concerne i big data e l’intelligenza artificiale. Anche qui entrano in maniera evidente nel campo della trasformazione digitale di settore, per una medicina sempre più personalizzata e votata al miglioramento della qualità della vita.

L’Italia ha delle eccellenze ed è urgente che il mondo politico si svegli subito per dedicare risorse e creare nuove professionalità, importante dare ascolto gli addetti ai lavori, agli specialisti e non dare priorità “all’amico dell’amico”, è una logica superata. I nostri uomini di scienza sono molto capaci, sono ben piazzati nel mondo e sono pronti ad aiutare i più bisognosi. Serve una medicina personalizzata, di conseguenza lavoriamo agli investimenti in ricerca e cura. Dulcis in fundo, una formazione innovativa, estesa, che contempli il digitale.


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