SALUTE

L'importanza del 3D

19/03/2020
di Camilla Santoro

Stampa tridimensionale 3D. È così che si chiama la nuova frontiera della medicina innovativa attraverso cui, a detta di esperti e analisti, sarà possibile -tra 15/20 anni- costruire organi funzionanti e indipendenti. È una tecnica che è stata sperimentata ed utilizzata per costruire modelli anatomici, protesi e per sviluppare il bioprinting in 3D.
 
Quella del 3D è una tecnica che permette di creare degli strumenti “su misura” per il paziente, ovvero che siano funzionali soltanto per quella persona e per riuscirci è necessario che in campo ci siano conoscenze e competenze di vario tipo: da quello biologico a quello ingegneristico, fondamentali per costruire il patrimonio genetico di quella persona. La stampa 3D è una tecnologia che, in forma tridimensionale, riporta ciò che una risonanza magnetica mostra già in video. Ha l’abilità di trasformare le informazioni digitali con il linguaggio STL (tasselazione delle superfici) in comandi che delle particolari e apposite apparecchiature riescono a convertire in movimenti su tre assi con deposito (o fissazione) di materiale in maniera puntiforme, avendo prima un risultato in formato 2D e successivamente in 3D.
 
Un esempio di quanto sia efficace la combinazione tra tecnologia e medicina si ha in ambito odontoiatrico: un dentista riesce, con apposito strumento, a raccogliere tutte le informazioni utili di quel paziente e le invierà alla stampante 3D che sarà in grado di produrre la protesi personalizzata. Il tutto in tempi ridotti. Ciò ci porta ad identificare uno scenario in cui serviranno conoscenze tecniche e metodologie appropriate per effettuare tali operazioni e attualmente in pochi ne sono in possesso. La medicina in questo senso si svilupperà e avrà i suoi progressi ma necessiterà anche di nuove risorse professioniste. Soprattutto, ci dà speranza, e lo stiamo vivendo e vedendo in questi giorni, dopo che due ingegneri di Brescia hanno realizzato dei respiratori stampati in 3D. Si tratta delle valvole che servono per collegare i caschetti respiratori alle bombole d’ossigeno che sono state disegnate e prodotte in 3D in 24 ore.

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