TECNOLOGIA

Gli scenari della blockchain e il supply chain management

14/11/2018
di SI-IES Srl

SI-IES ha trattato ripetutamente la tematica della Blockchain, un argomento complesso ed ancora in grande espansione, vi è molto ancora da scoprire e verificare. In questa fase sta  affrontando l’argomento cercando di comprendere quali possono essere i nuovi scenari di sviluppo del modello. Partendo dalle diverse argomentazioni si osserva che siamo davanti ad una rivoluzione tecnologica, come già ribadito svariate volte, dove il collegamento con i bitcoin e le criptovalute è solo una piccolissima parte. Vi è un aspetto importante sia virtuale e sia materiale sul tema che riguarda la sicurezza e la riservatezza; vi sono in essere molti sistemi ma bisogna creare anche altri modelli organizzativi e sistemi ditribuiti. Vi è la necessità di fare una verifica di identità digitale, aspetti che riguardino anche la proprietà intellettuale e la protezione online, in questo ambito lo sviluppo degli smart contracts e una delle soluzioni adottate, importante sarà studiarne le relative implicazioni. Si parla di: registro condiviso digitale, smart property, vedi Ethereum e caratteristiche connesse, il tutto se non altro rappresenta una buona prospettiva sulla sfera governativa.

Uno scenario è infatti quello che include la governance e la regolamentazione a partire dal codice tecnico e dal codice legale che vanno a costituire i due tipi di regole. Un argomento di interesse per la SI-IES anche nel contesto della Digital Innovation Hub Virtuale, come quello del voto tramite blockchain. Vi è poi la parte che riguarda l’implicazione economica e finanziaria che contempla tra l’altro: la moneta digitale nel sistema finanziario, il crowdfunding e i relativi vantaggi, così come il coinvolgimento del settore bancario e assicurativo.

Considerando questa descrizione, non esausitva, di uno scenario utile per cercare di compendere le potenzialità e i campi di interesse sul tema blockchain, in varie riflessioni fatte da SI-IES sulla tecnologia, si parte dalla storia del modello e della sua genesi, la prima manifestazione è stata quella delle criptovalute. Tutto risale al 3 ottobre 2008 quando Satoshi Nakamoto pubblicava un white-paper dal titolo “Bitcoin: a peer to peer elettronic cash system”, e proponeva un modello innovativo transazionale decentralizzato e nello stesso tempo strutturato intorno ad un meccanismo di consenso in grado di eliminare gli intermediari. Da qui la blockchain si è espansa come un modello trustless, dove cioè ogni utente connesso alla rete non ha bisogno di fidarsi della controparte o di un intermediario centrale per poter realizzare una transazione. La fiducia è la tecnologia ed il software e nel protocollo che ne regolano il funzionamento. O meglio una tecnologia da molti viene definita come costituita da un nuovo approccio decentralizzato al concetto di trust. In merito alla blockchain si è detto: “la vera innovazione non sono le criptomonete, ma la macchina della fiducia che elimina gli intermediari”.

La blockchain può essere considerata come un nuovo paradigma della partecipazione, e abbiamo pensato che in questo nuovo modello le imprese ed in termini più dettagliati tutti i processi legati alla supply chain hanno iniziato a mostrarvi interesse. La materia è interessante e complessa. La SI-IES in questo caso si sofferma su due ipotesi di lavoro. La prima contempla la natura descrittiva mirata a declinarne le caratteristiche, le sfide e le opportunità della tecnologia blockchain all’interno della global supply chain. La seconda è di natura qualitativa per avere un quadro chiaro e definito del fenomeno a livello tecnico e teorico, con i relativi presupposti e le funzionalità.

Nel frattempo facendo un memo sugli aspetti tecnologici e la struttura di una blockchain ci teniamo a puntualizzare alcune cose che la descrivono. In primi ci chiediamo: da che cosa è costituita una blockchain? In breve, è  costituita da un database distribuito, un meccanismo di consenso e dei token come premio di convalida.

Necessita inoltre di altri componenti: blocco, transazione, hash, nodo, registro (ledger) e miner. È stata descritta anche ripetutamente in queste pagine come una catena di blocchi, dove ogni blocco contiene un certo numero di transazioni. Le transazioni sono trasferimenti di risorse digitali tra i nodi di una rete, che determinano un cambio di proprietà sulla risorsa scambiata, utilizzando un network peer-to-peer. Gli attori proprietari dei beni digitali e le transazioni sono registrati all’interno del blocco per mezzo dell’utilizzo della crittografia a chiave pubblica/privata. L’utente dovrebbe percepire la tecnologia affidabile e sicura, trasparente, trustless, immutabile e digitale.

Distinguiamo, dunque, tra blockchain pubblica e privata, ma vediamo la differenze: nella blockchain pubblica chiunque può diventare un nodo della rete; nella blockchain privata invece le autorizzazioni di scrittura e di modifica dei singoli blocchi sono mantenute completamente centralizzate.

Veniamo alla definizione dello smart contract: è sostanzialmente un software memorizzato su una blockchain che si autoesegue in automatico per un tipo di transazione in determinate condizioni.

In questo ambito, fra supposizioni di scenario, approfondimenti e definizioni sull’argomento, nel tentativo di superarne le svariate complessità, tornerebbe molto utile la più classica delle Swot Analysis, uno strumento di pianificazione strategica che serve anche per valutare i punti di forza e di debolezza di un determinato argomento, qui vi è un invito anche a tutti voi a riflettere sulla blockchain davanti a un analisi Swot. Noi nel frattempo ragionando con questo approccio e pensando ai campi di applicazioni e alla blockchain in svariati ambiti, ad esempio pensando alla blockchain e all’industria 4.0, abbiamo trovato che è in grado di supportare, migliorare le attività di produzione, la logistica e il supply chain management. Ma abbiamo dedotto anche che potrebbe essere molto utile nel settore agroalimentare e nella sanità: vi possono essere delle applicazioni della tecnologia per ottimizzare la condivisione dei dati riguardanti i singoli pazienti, importante per la sicurezza e la velocità dell’informazione scambiata, e nella PA per fornire una identità digitale ai cittadini (digital identity). Nonchè per la gestione della complessità in termini di varietà di beni disponibili, personalizzazione dei prodotti; esplosione del numero di stock keeping unit, l’estensione della catena di fornitura, l’aumento dei canali di vendita. Per quanto concerne l’uso e l’applicazione della blockchain in supply chain possiamo agire in tre livelli: blockchain layer, data store layer, application layer.

Da quanto descritto si comprende il grande fermento che c’è attorno a questa tecnologia innovativa, ma anche la complessità nel suo insieme, per questo con questo contributo proviamo ad aggiungere un po’ di chiarezza sull’argomento. Come in tutte le cose, siamo certi che serva cultura, formazione e comprensione del nuovo e del cambiamento e anche per questo a maggior ragione proviamo a veicolarla.


← Torna all’elenco
Disclaimer: alcune foto ed immagini pubblicate sul sito sentieridigitali.it sono tratte da Internet, e pertanto il sito non ne detiene alcun diritto di autore.
Qualora il soggetto ritratto o il detentore dei diritti sia contrario alla pubblicazione, lo segnali, via mail redazione@sentieridigitali.it oppure via tel. 06-5196.6778; la redazione provvedera' tempestivamente a rimuovere il materiale indicato.

© 2007-2018 Sentieri Digitali - Reg. Trib di Roma n. 538/07
Una iniziativa editoriale di SI-IES Istituto Europeo Servizi srl
P. Iva 04032171003