POLITICA

Non c pace tra gli ulivi

03/07/2018
di Francesco Chiappetta

È un periodo particolare che per fortuna non riguarda solo il nostro Paese, ma siamo in buona compagnia con l’intera Europa. Il tema centrale è la sensibilità, l’accoglienza, la disponibilità nei confronti degli immigrati. Leggendo solo questa piccola frase verrebbe subito da pensare “che bello ed interessante che l’Europa si comporti nel senso dovuto”. Invece no, la disponibilità dell’Europa, esclusa l’Italia, è sempre particolare. Ma tutti precisano, dal punto di vista teorico, del resto ognuno per conto proprio. La via verso il consolidamento e l’unificazione come hanno cercato di fare i padri fondatori. Il problema degli immigrati è diventato motivo di agitazione e di fermento di tutta l’Europa, compresa la Germania della Merkel che in questi giorni ha rischiato una crisi, ma per fortuna è stata superata.

Il nostro governo lavora ma per far meglio, un uomo di governo critica l’altro, ma i due vicepremier sottolineano che sono iniziative strattamente personali. Il PD guardando il Corriere della Sera di lunedì, ha messo in luce l’ipotesi di due, tre, quattro candidati per la segreteria per dimostrare che sono unitari, democratici e dialettici. Non è mancata anche una polemica stupida, sterile, e eantipatica nei confronti delle frecce azzurre, le ragazze della staffetta 4x400 che hanno vinto la medaglia d’oro ai diciottesimi Giochi del Mediterraneo a Tarragona. In questo caso Saviano poteva mostrare di essere un uomo di mondo, stando zitto avrebbe fatto una figura migliore.

Il ruolo del Presidente del Consiglio Conte: è stato a Bruxelles  ed è tornato a mani vuote o a mani piene? Intanto è tornato, di positivo c’è che ha parlato e ha messo in luce che l’Italia è uno dei 27 paesi, in questo momento è già un risultato. In tutto questo, per fortuina, il Paese va avanti, con qualche sodfferenza, con noltizie quotidiane sullo stesso argomento, “un giorno alle stelle, l’altro giorno alle stalle”. È un Paese che non trova equilibrio e quindi non riusciamo mai a capire se c’è o non c’è crescita, se c’è occupazione, insomma è un vero rebus. Siccome siamo italiani, e siamo già nel mese di luglio, tutto si metterà a tacere fino a tutto settembre, poi ad ottobre ricomincia la solfa: la maggioranza che governa si posizionerà secondo il proprio programma, l’opposizone non cambia, e quindi è tutto come prima. È difficle trovare dei temi convergenti che mostrano all’Europa e al mondo che qualche volta riusciamo a ragionare con serenità ed in maniera costruttiva.

Il governo prima delle ferie dovrebbe con un colpo di cosa, far capire che fine fa l’Alitalia, l’Ilva, flat tax, reddito di cittadinanza, ecc. Un tema che sta sotto cenere riguarda, non tanto il CdA, della Rai, che tutti parlano che deve essere rinnovato in maniera radicale e come ho sostenuto già su Sentieri Diigtali, evitando conflitto di interesse con persone che hanno lavorato e continuano a lavorare per la Rai. L’interesse, invece, è sulla direzione delle testate, purtroppo anche li si parla di rinnovamento, ma sono tutti nomi noti, conosciuti e “cosi è se vi pare”. Speriamo, comunque, per quanto riguarda la Rai, di non arrivare ad una vera e proria lottizzazione, ricopiando e ripetendo un cliché già visto. Quando sono stato relatore del rinnovo della convenzione della Rai con il Ministero dello Sviluppo Economico (PT – Poste e Telecomunicazioni) avevo ben chiarito il ruolo del gruppo Finivest ed il ruolo della Rai. Non è un atto di superbia, pregherei gli addetti ai lavori di riprendere la relazione ed il relativo dibattito avvenuto presso il Consiglio Superiore delle Telecomunicazioni, per meglio capire come comportarsi, anche se con il periodo Renzi sono state apportate modifiche, definite da taluni, migliorative.


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