POLITICA

Il primo semestre passato

26/07/2017
di Francesco Chiappetta

Durante il periodo estivo molti argomenti vengono trattati dalla stampa e dai mass media in generale giusto per riempire delle pagine.

Un sintomo è per esempio quello delle notizie di tipo culturale che vanno bene per tutte le stagioni. Volendo fare come redazione di Sentieri Digitali un bilancio del primo semestre 2017 notiamo che si è fatto molto a livello internazionale per gli aspetti innovativi nel suo complesso ed in particolare per la parte riguardante il mondo digitale, vedi realtà aumentata e realtà virtuale. Le novità nel campo delle innovazioni tecnologiche sono ormai molto forti e frequenti, in particolare dal mondo dei giovani e delle startup.

Passando alle note dolenti iniziamo dall’argomento dei diritti acquisiti, i cosidetti vitalizi. Il ruolo del politico non è un mestiere, infatti, per fare il politico non è necessario iscriversi all’ufficio di collocamento, in quanto non esistono codici da abbinare. I diritti acquisiti gridano vendetta quando si parla di un soggetto umano che è stato deputato per un giorno o consigliere regionale, in particolare nelle Regione Sicilia, e percepisce un vitalizio per tutta la vita. Come si giustificheranno per un giorno che avranno la “qualifica” di politico e percepiranno poi gli emolumenti. Taluni parlano che la sentenza numero 24 del 1968 della Corte Costituzionale ha dato per certi versi ragione ai politici. Anche qui molti dimenticano che stiamo parlando della metà del secolo scorso e probabilmente nel frattempo qualche mutamento per fortuna è avvenuto. Se invece non è avvenuto è certamente colpa di chi ha amministrato il Paese. Presentare un emendamento in data odierna, 26 luglio, per mano dell’onorevole Richetti fa sorridere molte persone, in quanto questa sua iniziativa che riguarda i vitalizi l’ha presentata all’inizio della legislatura, putroppo il tempo per lui e gli altri politici è sfuggito e non se ne sono accorti, hanno dovuto affrontare temi così importanti che è difficile elencarli. Presentarla oggi significa riparlarne verso fine anno, caso vuole che si voti a marzo. Consiglio all’Onorevole Richetti di non farne cenno durante la campagne elettorale perchè potrebbe rivelarsi come un boomerang.

Il secondo punto dolente è la burocrazia. In molti urlano che il paese sta morendo e soffocando, non per la siccità, ma per la forte burocrazia. Cosa è cambiato finora? È utile fare un ricerca con la speranza che qualche argomento importante venga fuori. Il digitale non è una parola astratta sta cambiando veramente il Paese. Come abbiamo scritto più volte su Sentieri Digitali servono nuovi modelli, nuovi indicatori, ma purtroppo non emerge molto. Si parla invece di profilazione del cliente, che fino a qualche anno fa era un tabù che ha consentito al nostro Paese di rimanere indietro rispetto ad altri, ogni cittadino si riempiva la bocca di argomenti come “riservatezza e tutela dei dati personali”, ebbene abbiamo scherzato almeno per vent’anni.

Interviene molto spesso la Corte Costituzionale, anche in materia di diritti acquisiti ed abbiamo notato che i togati giudici della Corte costituzionale hanno espresso parere contrario per quanto riguarda i propri diritti. La legge è uguale per tutti, anche per la Fornero che ha cambiato molto nella contrattualistica del lavoro, salvaguardando una sola parte, che viene identificata con la cosiddetta casta. I diritti acquisiti per taluni rientrano anche in una fattispecie penalistica come reato, in quanto, si percepisce una remunerazione superiore ai contributi versati. La Corte si è espressa, in sintesi, in materia affermando che bisogna essere ragionevolmente proporzionati e non devono essere interessati solo una parte dei cittadini, ma una generalità. A quessto punto non sorridete, anche se siete sulla spiaggia, la Corte si dovrà esprimere per definire sia il concetto di “razionalmente proporzionati” e sia per il concetto di “generalità” che non è definito. Ritorneremo sul tema.

Il politico non ha contratto di lavoro e non firma nessun contratto non a caso esce ed entra quando vuole e abbandona il proprio ruolo quando lo ritiene più o meno opportuno, bisognerebbe pensare come nel passato faceva l’Onorevole Fanfani nel ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri che pose degli interrogativi ben precisi ai candidati: chi sei? cosa fai? E cosa vorresti fare? Ribadendo il tutto ai giorni nostri dovremmo dire al politico eletto: “visto che prendi uno stipendio alto continua a pagarti i contributi del lavoro precedente per tutta la durata della legislatura”, in questo modo i vitalizi vengono a sparire. Sia per la trasparenza e sia per le attese del Paese. Oggi parlare di vitalizi non è come parlare di un conto  pensione a gente che ha lavorato sottoscrivendo un contratto, ma vuol dire un’altra cosa: portarlo d'emblée ad una decurtazione del proprio mensile verrebbe a creare dei danni veramente forti ed anche irreversibili. In quanto dovrebbe rivedere completamente l’andamento quotidiano abituato in una certa maniera e subire un mutamento stravolgente. Bisognerebbe fare il tutto mettendo un tetto decente, tenendo presente di chi ha pagato maggiori contributi e di chi invece non li ha pagati affatto. I politici molto spesso direttamente o indirettamente occupano dei posti tipo nella Rai. Proprio trattando il tema della Rai, un caso da sottolineare è quello di Dari Bignardi, Direttore di Rai Tre, che non ha vinto nessun concorso e pertanto lascia la Rai senza nessuna buona uscita. Tutti coloro che hanno incarichi similari dovrebbero immediatamente costituire una grossa associazione e seguire le orme della Bignardi.

Ultimo punto: il Presidente francese Macron ha ricevuto nel castello di La Celle Saint-Cloud durante il summit su Tripoli e Tobrouk,  il premier Serraj e il generale Haftar, entrambi hanno dichiarato di impegnarsi con Macron e provvederanno a cessare il fuoco e al contempo promuoveranno le elezioni per il loro paese per la primavera 2018. Tutte le chiacchiere fatte dai politici del nostro paese, se Macron riesce vanno a farsi fottere. Cosa vuol dire? Che quando parla l’Italia riscontriamo che i nostri interlocutori soffrono di otite o di qualche patologia che impedisce loro di sentire, potremmo suggerire che abbiamo dei discreti o buoni otorini. È ora di finirla di raccontare storie al paese, nell’era digitale tutto è tracciabile e quindi il rischio boomerang è dietro l’angolo, potrebbe essere violento e si potrebbe farsi male.


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