AZIENDE

La strategia Tim

13/03/2020
di Francesco Chiappetta

La Tim la ricordiamo con un forte debito ma con una gestione oculata è riuscita ad abbatterlo in maniera insperata. È stata creata una squadra e la strategia intrapresa è interessante a partire dall’accordo con Telefonica per come recupera la storica società brasiliana Oi. Purtroppo, potrebbe essere l’anno di Tim in “movimento”. L’Amministratore delegato Luigi Gubitosi ha presentato agli organi di stampa e analisti, i risultati prodotti nel 2019 ma il momento non è tra i migliori: il coronavirus, il petrolio ed altro hanno già fatto perdere milioni ai risparmiatori con risultati molto negativi.
 
Luigi Gubitosi è un difensore della società, ha superato con successo il saldo della rete e oggi è più forte nei confronti sia del mondo politico e sia con il mercato. E’ interessante anche la flessibilità di trovare una intesa con il fondo americano KKR -Kohlberg Kravis Roberts & Co.- puntare ad innovare la rete che parte dal RL (reparti linea) che sono normali armadietti che incontriamo sui marciapiedi stradali e che arriva alla centralina delle nostre abitazioni per mezzo dei cavi che percorrono le scale con l’ingresso nelle nostre abitazioni, dando una quota del 40% a KKR per offrire la connessione veloce in FTTH (Fiber to the Home) e vuol dire la fibra fino al cabinet.
 
Il governo vive per un’infinità di motivi uno stato di sofferenza e quindi l’argomento Open Fiber continua ad essere oggetto di attenzione da parte della stampa da almeno due anni con un risultato un po’ scarso. Il 40% della rete di interesse di KKR, che è la “rete secondaria”, è prevalentemente in rame e la valutazione è intorno a 7/8 miliardi. Bisognerebbe fare i conti con l’AD di Cassa depositi e prestiti che possiede il 50% di Open Fiber. Le posizioni ancora non sono chiare ma occorrerebbe capire se Open Fiber sia indirizzata verso la rete secondaria e quindi una soluzione di funzione. È importante tornare a forme di indipendenza da parte delle due società e tenere presente che ancora oggi le TLC sono considerate strategiche a livello internazionale.

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