POLITICA

Un mondo che cambia, come?

07/11/2017
di Francesco Chiappetta

Un mondo che cambia può essere migliorativo, ma anche peggiorativo. Si ha la sensazione che si navighi a vista, che manchino le certezze, i conforti, la sicurezza, e quindi non si è particolarmente sereni per poter valutare, riflettere e poi intraprendere una via. Le stranezze, vedi il parroco di Palermo che dopo la messa blocca i propri parrocchiani, e il sindaco Orlando con il candidato Presidente Fabrizio Micari parlano della propria candidatura. È vero che in alcune chiese portano anche gli animali per essere benedetti, ma è la prima volta che un candidato alla Presidenza regionale prende la parola. I mezzi di comunicazione di massa sono tutti impegnati sul piano politico e quindi, la neutralità dell’informazione è difficile che possa arrivare all’ascoltatore, i magistrati fanno la loro parte, la Boldrini vuole togliere delle realtà storiche per cancellarle definitivamente, mi fermo qui.

Eravamo abituati, senza nessuna nostalgia, a vedere tutte le attività descritte in maniera trasparente, condivisibile o meno, ma tutte al proprio posto. Un invito ai politici: se il cittadino ed il Paese è cresciuto ed è cambiato è bene prenderne atto. Il cambiamento ha il suo significato anche sul piano politico dell’umiltà: “Cosa pensate di noi politici? Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto male?” Invece no, c’è sempre una forma di arroganza. L’invito è quello di cercare di essere meno appariscenti, lavorare  anche in anonimato, come tanti lavoratori, e poi che sia il “cittadino” a stupirsi del vostro lavoro.

Eravamo abituati con dei Papi che quando parlavano era molto bello ascoltarli, poter interpretare  le parole a seconda della propria capacità ed anche del proprio volere. Essere decisi, non sempre è positivo, in quanto se si parla della divinità di miracoli, di riflessione, si comprende, ma quando si sente inviti sull’immigrazione, alla partecipazione, al ruolo del matrimonio, al mondo dei gay, ebbene, sono argomenti che il laico deve portarli avanti con un confronto, anche aspro, ed in alcuni casi l’intervento del Papa serve ad invitare i fedeli e non, a cercare di essere più comprensivi tra  loro. Mischiare le carte diventa un problema serio. Già le famiglie hanno difficoltà, a parte i soldi che mancano, ma essere educatori nei confronti dei figli è sempre più difficile. Mai come adesso  che la tecnologia presenta tutto in maniera facile e semplice fino al punto che anche i giovanissimi, che giocano con i tablet e con i cellulari, si sentono adulti.

Abbiamo avuto le elezioni regionali in Sicilia, abbiamo riscontrato per la prima volta che gli exit poll e le previsioni sono state “azzeccate”.  Cosa non è stato, invece, indovinato? La forte astensione dei cittadini, per quanto riguarda Ostia, in parte si giustifica, perchè Roma ha avuto una bomba d’acqua che ha fatto gridare all’emergenza; in Sicilia invece c’è stata una bomba diversa. Molti politici che sono stati impegnati nella competizione politica, dovrebbero fare una propria analisi del risultato e del loro comportamento, senza cercare come al solito, di buttare la colpa a Tizio e a Caio, ma fare un gesto di cambiamento, di andare verso la propria abitazione e, per chi è più fortunato, riprendere il vecchio lavoro. Il cittadino ha bisogno in questo momento di grossi segnali, “di tipo elettroshock”, per poter notare la volontà che significa cambiamento.


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