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www.risparmiosuper.it , come risparmiare al supermercato

19/02/2010
di Monica Polito

In America li chiamano cherry pickers, i “coglitori di ciliegie”: sono le persone che scelgono con cura in ogni supermercato le merci in offerta suddividendo la propria spesa tra diversi punti vendita. Attività da disoccupati, casalinghe o pensionati a basso reddito, che hanno molto tempo da dedicare agli acquisti, ma poco denaro da spendere.

Ora che la crisi finanziaria ha esteso i suoi effetti al mondo del lavoro, anche nel nostro Paese si osserva una maggiore attenzione nel rifornirsi di beni di uso quotidiano, e la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ne tiene conto nel compilare i “volantini degli sconti”. Che sono corposi, fino a dimezzare alcuni prezzi, ma che vanno poi riequilibrati con “ritocchi” ai prezzi di altri beni, per evitare di assottigliare i margini dei punti vendita. Questo secondo aspetto delle strategie di prezzo è stato spesso ignorato dai consumatori, che acquistano i prodotti scontati, ma poi, per comodità, completano la spesa nello stesso punto vendita: salvo poi indispettirsi quando, alcuni giorni dopo, scoprono di aver compensato con prezzi più alti su altri beni i risparmi ottenuti sulle “offerte speciali”.

Ma ora gli esperti di marketing delle grandi catene di supermercati dovranno considerare le conseguenza di un nuovo strumento a disposizione dei consumatori: il sito RisparmioSuper, che registra tutti i prezzi delle maggiori catene di supermercati nelle principali città italiane.

RISPARMIOSUPER.IT

Per ora, il sito è operativo solo a Milano, a breve sarà disponibile anche per Roma, Torino e Palermo, e registra i prezzi di oltre 5.000 prodotti; le catene di supermercati “monitorate” costantemente sono tredici (a breve diventeranno 17), tra le più grandi e diffuse sul territorio nazionale: Auchan, Carrefour, Diperdì, Esselunga, Euronics, Expert, Gs, Il Gigante, Lidl, Mediaworld, Pam, Trony e Unieuro.

L’utente può chiedere dove costa di meno un determinato prodotto, oppure inviare la propria “lista della spesa” e selezionare il punto vendita dove, complessivamente, spenderà di meno.

Il successo del sito, la cui consultazione è completamente gratuita, è altissimo: 3.500 pagine visitate ogni ora, per la sola città di Milano e nei primi giorni di lancio sono un ottimo indicatore di validità del sistema. E, a dimostrazione della crisi dei consumi in atto, la pagina più visitata del sito riguarda i “prodotti sotto i due euro” di costo.

IL MODELLO DI BUSINESS:

raccogliere dati da vendere ai produttori di merci.

Qual è il modello di business dei creatori del sito? Non hanno introiti di pubblicità, né ricevono denaro dagli utenti. Ma i dati che raccolgono sulle interrogazioni al database dei prodotti consentono di costruire in immenso database di abitudini di consumo (specialmente riferite alle “liste della spesa”) che saranno pagate profumatamente dalle aziende produttrici, in quanto contengono dati che, essendo anonimi, sono perfettamente rappresentativi delle intenzioni d’acquisto dei consumatori.

Ad esempio, si sa già che lo “scontrino medio” sul sito si aggira intorno agli 80 euro: osservarne la sua variazione sarà un ottimo indicatore dell’evoluzione dei consumi. Meglio delle statistiche ufficiali, o di qualsiasi altra previsione effettuata con interviste.


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