ECONOMIA

Auguri 2020

02/01/2020
di Francesco Chiappetta

Parliamo di banche! Sarebbe bene cercare di lasciare poco spazio alle chiacchiere e agire ma non quando la nave sembra essere già affondata. Leggiamo che ci sono diverse banche che destano preoccupazioni. E a loro volta esprimono apprensione, come il comitato degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa che, come tante altre in Italia, è in forma societaria anche se Ragusa ha contro di sé una comunità di risparmiatori. Il piccolo istituto siciliano ha chiuso nel 2018 con l’11% di crediti in default, anche dopo aver venduto quasi la metà delle sue posizioni deteriorate. Il Corriere della Sera Economia ne fa un elenco preoccupante e del Monte dei Paschi di Siena non se ne sente più parlare.
 
Oltre alla preoccupazione per la condizione delle banche, il governo deve intervenire su altre difficoltà a partire dai cantieri, dalle infrastrutture, Genova, il Mose e ancora banche, siderurgia e trasporti. Ed ecco pronti i commissari, i consulenti, i super manager. L’Italia ha ricevuto un prestito di 400 milioni seguito da uno da 900 milioni. È da ritenersi un aiuto di Stato? Attenzione.
 
Il Ministro dello sviluppo economico Patuanelli afferma che Alitalia perde ogni mese quasi due milioni di euro. Il rosso a fine 2019 risulta essere di circa 700 milioni. Ci chiediamo come sia possibile che un gruppo di studio creato da esperti non riesca a disegnare una struttura organizzativa valida e nello stesso tempo parlare con altre campagne senza “politicizzare” il tutto.
 
Ricordiamo anche Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea dal 2014 che ha annunciato per il 2020 una “verifica approfondita” sul maxi debito pubblico dell’Italia che torna a salire dopo due cali consecutivi: +7,5 miliardi di euro, a luglio 2,466 miliardi.
 
L’Italia ha un debito pubblico pari a circa il 135% del PIL rispetto al 60% di riferimento. Una soluzione può consistere nell’ essere sempre messa sotto pressione ventilando procedure di infrazione in grado di far salire lo spread sui titoli di stato. Ma conosciamo i risultati e le conseguenti angosce. Infine, presso il ministero del lavoro ci sono 150 tavoli aperti. Il governo PD- 5 stelle ha molto su cui lavorare e ci auguriamo che prenda i giusti provvedimenti cercando anche di tutelarsi, senza lasciare troppe dichiarazioni.

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