FORMAZIONE

Corsi didattici in lingua: scenari e opportunità

01/06/2018
di Andrea Chiappetta

Fra gli argomenti che trattiamo su “Sentieri Digitali” molti sono rivolti in maniera prevalente ai giovani. Non solo innovazione, tecnologia e digitale, ma anche formazione, educazione e didattica (per citarne alcuni). Proprio guardando all’istruzione di livello superiore, specialistico e alle università italiane, emerge il costante aumento nell’offerta formativa di corsi di studio erogati parzialmente o integralmente in lingua straniera, inglese e non solo.

Da una indagine condotta da SI-IES è emerso che vi sono ben 339 corsi impartiti in lingua inglese in 59 atenei diversi.  Volendo considerare quelli erogati solo parzialmente in lingua inglese e quelle in altre lingue si superano le 700 proposte.

Certo piacerebbe che nel mondo si parlasse di più la lingua italiana, gli italiani tuttavia sono storicamente abituati ad emigrare, a mettersi in gioco a livello internazionale, sono da sempre viaggiatori e cittadini del mondo, ma magari dovrebbe far tesoro di queste attitudini per metterle a frutto nel nostro “sistema Paese”. Anche per questo il giovane deve avere più opportunità e più supporto, per essere vincente nel mondo del lavoro. Deve studiare, scrivere e leggere in inglese, deve essere la prima leva competitiva per l’impresa italiana che si muove a livello internazionale. Una competitività che va oltre le conoscenze tecniche, del mondo digitale e della relativa trasformazione, dei nuovi media e dei Big Data, ma che si fonda anche sull’apprendimento in lingua. In questo ambito ancora molte cose si apprendono con la tecnica volenterosa del “fai da te”.

Bisogna capire che c’è un cambiamento, una trasformazione, e che questa si sviluppa su più fronti, anche sulla mentalità, su dei processi consolidati che vanno messi in discussione. Troppe volte accade che le persone che hanno il compito di trasferire il cambiamento sono sempre quelle che questo cambiamento non sembra lo abbiano mai capito. Parla chiaro il mondo della PA, della comunicazione, dove “siamo sempre gli stessi” con eccessi di burocrazia e scarsa efficienza, nonostante la mobilitazione per adattarsi e recuperare il tempo perduto in termini di trasformazione digitale. Ci invitano tutti a cambiare ma nel frattempo passa solo un messaggio, un approccio, un po’ come stessimo parafrasando una celebra opera del nostro caro Alberto Sordi: “io sono io e tu non sei ... nessuno” .


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