EUROPA

La fiera dei dati

24/02/2020
di Camilla Santoro

Si chiama “libro bianco sull’intelligenza artificiale”, pubblicato dalla Commissione europea il 19 febbraio, e contiene i documenti sull’ “European Green Deal” e sulla riforma delle regole fiscali. Si tratta di un pacchetto strategico per fronteggiare l’effetto che le nuove tecnologie stanno avendo sulla società mondiale, non trascurando tutti i potenziali rischi e le minacce che i nuovi sistemi innovativi possono portare con sé. Ci sono obiettivi e sfide: l’obiettivo è quello di garantire la sicurezza comune dei dati attraverso l’adozione di alcuni regolamenti in concomitanza con la promozione dell’applicazione dell’intelligenza artificiale mentre la sfida è quella di mantenere un mercato digitale europeo. Oramai sono i giganti statunitensi della rete- Google, Facebook, Apple, Amazon- ad avere il dominio sulla conservazione dei dati raccolti in Europa: Amazon detiene il 30% del mercato mondiale; Microsoft il 18%; Google l’8%, Ibm il 6% e l’interrogativo continua ad essere il medesimo, visti anche i precedenti di Google sulla trasmissione dei dati al colosso della sanità americana, ovvero quanto il livello di confidenzialità di questi dati sia effettivamente garantito.
 
Constatato che i dati sono una fonte di ricchezza economica per la produttività e l’efficienza delle imprese, per lo sviluppo delle tecnologie più innovative e, appunto, dell’intelligenza artificiale attraverso cui si possono rendere ancora più personalizzati i servizi e quindi arrivare ad uno sbalorditivo miglioramento delle condizioni di vita di ciascun cittadino, bisognerebbe fare in modo che siano le stesse società europee a gestire i dati prodotti nel vecchio continente. Sarebbe un atteggiamento che darebbe vantaggio alle imprese europee che attraverso una regolamentazione potrebbero garantire la messa in atto dei valori costituzionali che caratterizzano i popoli europei. Perciò la Commissione europea sta perseguendo l’intento di costruire uno “spazio europeo dei dati” entro il 2030 per far sì che la raccolta e la gestione di questi possa corrispondere al suo peso economico.
 
Si tratta di adottare scelte politiche studiate e precise, in particolare se si vuole fronteggiare una mole di dati provenienti da tutto il mondo e nel rispetto delle normative sulla privacy. Tutto ciò può essere implementato ma non senza regole adeguate e grandi investimenti da parte delle imprese sui nuovi sistemi tecnologici che devono gestire dati.

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