EUROPA

"Pacchetto anticrisi"

20/07/2020
di Francesco Chiappetta

Il pacchetto anticrisi, meglio noto come Recovery Fund. È certamente meglio che chiamarlo pacchetto ma in pochi lo sanno.
 
Venerdì 17 luglio è iniziato a Bruxelles il consiglio europeo che deve decidere sul “Pacchetto Anticrisi” e sul bilancio 2021/2027. La Commissione europea lo ha presentato il 27 maggio: 750 miliardi di cui 500 a fondo perduto e 250 miliardi da restituire come prestito agevolato. Il rapporto è di 70% e 30%. Ma ci sono i cd. “paesi frugali”, cioè coloro che sono contrari alla richiesta di maggiori aiuti sostenendo che dovrebbero esserci più prestiti. I suddetti paesi frugali sono 5: Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia e puntano a ridurre di almeno 100 miliardi la quota delle sovvenzioni. L’Olanda chiede che i piani che vengono presentati debbano essere approvati all’unanimità dagli Stati membri.
 
Abbiamo il Commissario agli affari economici, Paolo Gentiloni, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e dal lato della partita “Italia-Paesi nordici” dovrebbe esserci anche la cancelliera Angela Merkel. Non a caso il giorno 27 c’è stato un incontro tra gli esponenti non appartenenti ai paesi “non frugali” ovvero tra il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Presidente della Commissione UE Ursula Von Der Leyen e il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Qualcuno dice che il clima è cambiato e forse anche la stampa italiana e ne usciremo vincitori ma non ai primi posti mentre l’Italia è certamente al primo posto con il debito pubblico con 2.500 miliardi. Sabato 18 luglio alle ore 11 sono ripresi i lavori per decidere sul “pacchetto anticrisi”. Per motivi di chiarezza riportiamo la comunicazione delle ore 20 di venerdì del premier ceco Andrej Babis che parlava di una assenza di intesa né sul volume del budget complessivo del piano Next Generation EU/ il Recovery Fund (ribattezzato dalla Commissione UE) né sulle regole di accesso ai fondi e né sui criteri di distribuzione. Si potrebbe avanzare una proposta ovvero quella di “copiare” il premier della Repubblica Ceca per leggere con la stessa chiarezza le notizie dei nostri telegiornali.
 
Alla fine dei lavori ci parleranno di altre cose ma il significato è come descritto. Non a caso il più famoso è il Mes, il cd. “Fondo salva stati” ma in italiano non suona molto bene. Il cambiamento c’è, si vede e si tocca. Dovremmo presentare dei piani per usufruire dei soldi del Mes ma una buona parte dei politici era ed è contraria ma è dignitoso ed anche giusto che l’Europa pretenda un piano. Ci saranno delle lettere a chiarirlo, si tratta di una nuova procedura chiamata semplificazione: non serve una nuova legge o una nuova direttiva da recepire. La conclusione del consiglio ha portato ad un nulla di fatto. Tuttavia, siamo molto abili nell’arte oratoria.

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