TECNOLOGIA

Il SI-LAB, l’Industria 4.0 ed il ruolo delle istituzioni

09/02/2017
di SI-IES Srl

I lettori di Sentieri Digitali hanno mostrato interesse per alcuni articoli che hanno messo in risalto i temi legati all’industria 4.0. Perciò oggi ci teniamo a risoffermarci su questa tematica molto in voga ed in linea con la sperimentazione legata a questo ambito e quindi all’Internet of Things, presentandovi una peculiarità del nostro SI-Lab, l’angolo tecnologico della SI-IES. Il nostro laboratorio ha in dote la tecnologia Arduino, un hardware derivante da un progetto open source dal quale si possono ottenere tutti gli schemi elettrici e i firmware (per firmware si intende un programma o una sequenza di istruzione integrate ad un device o hardware). Arduino è una vera e propria scheda di prototipazione atta all’abilitazione della fabbrica digitale, alla quale SI-IES e SI-Lab fanno riferimento in linea con l’Industria 4.0, coinvolgendo all’IoT, anche la realtà virtuale, la realtà aumentata e le stampanti 3D.

Su tale argomento, in risalto in questi giorni l’impegno del Ministro Calenda, almeno sul piano dell’enunciazione, che ha parlato dell’industria 4.0 sia in commissione parlamentare e sia come politica di governo del nostro Paese. L’Europa ha espresso il proprio piano programmando anche dei finanziamenti comunitari, che verranno recepiti anche nel nostro Paese sia in ambito di governo centrale che regionale.

I laboratori di fabbricazione digitale in Italia sono all’incirca 115 e precisamente a Milano, Bologna, Roma e Napoli. La SI-IES fa parte dell’ATS Domus(Distretto delle tecnologie infOrmatiche e di coMunicazione per lo svilUppo di ambienti intelligenti e Sostenibili) presso la Regione Calabria ed ha come partner Telecom Italia, il CNR e le due Università della Calabria, UniCal e Uni RC.

Il governo prevede di stanziare 13 miliardi di € di incentivi per le aziende che digitalizzeranno i loro processi di produzione a supporto strategico dell’industria 4.0. Servono dei poli di progettazione in outsourcing che possano aiutare il settore manifatturiero nell’ottica della sua transizione digitale.

Nella Regione Lazio vi sono 5 FabLab, a Roma, Latina, Viterbo, Rieti, Bracciano, con 1 milione di euro a disposizione.

Con la fabbrica digitale vista come additive manufacturing con le stampanti 3D, il cloud computing, i big data, la sensoristica e l’IoT, è previsto l’incremento di produttività e del PIL ove sembra che ci sia un legame molto stretto.

La trasformazione del sistema manufatturiero è agli albori e sta sollecitando anche le PMI, nonché la crescita del fenomeno dei Maker Fab Lab e di Fabrication Laboratory attivi sul fronte della prototipazione e delle produzioni di nicchia, sembra che ce ne siano censiti circa 50.

Il ruole delle tecnologie in questo processo punta al recupero di efficienza, un esempio in sintesi è quello delle stampanti 3D che ci garantiscono vantaggi a partire dai bassi costi di setup, passando per la riduzione dei costi logistici e ai tempi di prototipazione.


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