EUROPA

IL COMITATO ECONOMICO DEI 28 PAESI

03/07/2019
di Francesco Chiappetta

Recentemente si sono tenute le elezioni europee, e come abbiamo già scritto, ancora una volta hanno vinto tutti.
 
L’Italia è nota nel mondo per cultura, storia, bellezza e accoglienza. Eppure, secondo l’Europa è agonizzante. Almeno due Commissari, uno dei quali è stato mostrato dalla televisione in condizioni da non rivedere, tutti i giorni si alzano dalla loro branda dicendo: “Fratello, ricordati che devi morire!”. La stampa italiana e le principali reti televisive con un controcanto ripetono, ricordando a sé stessi ed al Paese, “deve morire!”.
 
Il debito pubblico che oramai tutti conoscono è il debito contratto da uno Stato per far fronte al proprio fabbisogno. I titolari del debito pubblico, ossia i creditori dello Stato in questione, sono tutti quei soggetti che hanno finanziato lo Stato.
 
Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sta dicendo apertamente che il nostro Paese è un problema serio, anche se non rappresenta ancora una minaccia per la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Allo stesso tempo, il Comitato economico finanziario composto dai vertici del Tesoro dei 28 Stati Membri deve sostanzialmente dare ragione al rapporto sul debito della Commissione UE, in cui i definisce “giustificata” una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, per non avere rispettato le regole del Patto di Stabilità per il 2018-2019.
 
Il nostro debito purtroppo viene da lontano, ma molti uomini che hanno governato e altri che governano, comprese le forze sociali, non lo ricordano inneggiando “servono soldi per…,servono soldi per…”, ignorando che qualcuno quotidianamente ci ricorda “fratello, ricordati che devi morire”. Cosa sta succedendo? Si può essere contenti se vengono imprese “forti” e meno forti a prendere alcuni dei gioielli del nostro Paese a quattro soldi? Cosa bisogna fare? Forse serve ancora un Governo Tecnico? Dobbiamo rovinare ulteriormente la nostra reputazione, qualora dovesse servire? Perché non pensare prima al Paese e poi agli interessi personali del singolo partito, visto che non ce n’è bisogno da momento che alle elezioni vincono tutti lo stesso? È possibile che non abbiamo professori economisti indipendenti? Ed esperti per dare una mano al nostro Paese? Oppure è meglio continuare a “sputare” sull’Italia senza fare nulla e aspettare il precipizio per poi dite “avete visto”? Che bella vittoria! L’Itali è così brava che continuerà a chiedere pareri in merito a questi problemi a comici, attori, cantanti, nomi dello spettacolo. Non è arte varia, è solo avariata!

← Torna all’elenco
Disclaimer: alcune foto ed immagini pubblicate sul sito sentieridigitali.it sono tratte da Internet, e pertanto il sito non ne detiene alcun diritto di autore.
Qualora il soggetto ritratto o il detentore dei diritti sia contrario alla pubblicazione, lo segnali, via mail redazione@sentieridigitali.it oppure via tel. 06-5196.6778; la redazione provvedera' tempestivamente a rimuovere il materiale indicato.

© 2007-2018 Sentieri Digitali - Reg. Trib di Roma n. 538/07
Una iniziativa editoriale di SI-IES Istituto Europeo Servizi srl
P. Iva 04032171003