EVENTI

Il muro

13/11/2019
di Francesco Chiappetta

La sera del 9 novembre 1989 era caduto il muro di Berlino. Dopo 30 anni, la cortina di ferro aveva già iniziato a sgretolarsi dalla Polonia all’Ungheria. Ricordare l’abbattimento del muro non può che essere un momento di riflessione di felicità. È stato un evento straordinario che cambiò la storia non solo in Europa, ma nel mondo. I rivoluzionari pacifici della DDR; i popoli del centro Europa, i polacchi, gli ungheresi, i cechi e gli slovacchi che diedero l’esempio.
Un attore molto importante è stato Michail Gorbaciov. “Non si poteva più andare avanti allo stesso modo”, nell’intervista a Der Spiegel. Già, la perestrojka come ruolo obbligato, inevitabile tentativo di riformare un sistema ormai ossificato, in bancarotta politica ed economica. È bene ricordare la “glasnost” (la cd. “trasparenza”), le opposizioni, il diritto a manifestare. Il ruolo degli USA di Reagan. Ma tra i protagonisti vi è anche un’altra figura da non trascurare: Papa Wojtyla. Con molta diplomazia ha contribuito ad avviare un processo di democrazia.
 
Con la libertà di espressione è facile criticare. In questo momento si sta vivendo l’immigrazione dell’Africa. Molte parole da parte dei 28 Paesi, compresa la Comunità Europea, ci fanno intendere che sono tutti d’accordo. Su cosa non si sa, ma si tratta di parole senza concretezza alcuna. La Libia ha avuto un buon mercato ma in seguito allo “stop” francese si è interrotto. Numerose sono le tribù sul territorio, l’una contro l’altra, per ritagliarsi una striscia di potere. Fare accordi bilaterali o plurilaterali è molto difficile. L’Africa ha già pagato con i suoi sbarchi di frontiera un caro prezzo, ma nessuno ne parla.
 
Bisogna intensificare, nei limiti del possibile, i rapporti diplomatici con programmi di occupazione nel proprio Paese, corsi di formazione a spese dell’Unione Europea, qualificando i giovani e non lasciandoli soli.
 
Non manca il ruolo del Vaticano che dovrebbe non fare troppo rumore. Se desidera parlare con fatti concreti, è importante che agisca senza fare “propaganda” e possibilmente pronunciarsi invece superando correnti e interessi.
 
Il muro fa riflettere. Fare sì, ma senza rumore! Abbiamo bisogno di testimonianze concrete. I preti dovrebbero essere preti a tempo pieno. Papa Francesco dovrebbe pregare ed invitare tutti a seguirlo citando i dieci comandamenti e qualche passo significativo.
 
Bisogna riscoprire i “santi preti” che ci credono e non entrano nell’area politica con schieramenti avvelenati. Il prete deve prendere spunto da una figura che ha svolto la sua missione in maniera significativa: il cardinale Ruini. Nelle sue parole emerge sempre la comprensione e disponibilità, senza fare chiasso. Chi urla, generalmente, è solo perché non sa cosa dire.

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